Come collaborare

Se vuoi collaborare con Diego Fusaro, sappi che egli ne è felice e ti ringrazia fin da ora. Poiché le cose da fare sono numerosissime, ecco qui alcune apprezzatissime modalità di collaborazione, alle quali se ne potranno certo affiancare molte altre (idee e suggerimenti sono graditi).

(1) Potresti collaborare traducendo i testi, i video, pagine scelte di Diego Fusaro (ogni lingua è bene accetta).

(2) Potresti aderire, sostenendolo, al progetto “L’Interesse Nazionale”, rivista e associazione:
www.interessenazionale.net .

(3) Potresti organizzare nella tua città presentazioni di libri, convegni e dibattiti con Diego Fusaro.

(4) Potresti fare donazioni libere al progetto filosofico e culturale di Diego Fusaro.

Per ogni collaborazione, scrivi una mail a fusaro AT filosofico.net

Grazie della collaborazione.





4 Responses to Come collaborare

  1. Cartellina Calabro' ha detto:

    Il sul pensiero ,esposto ieri durante la trasmissione Nemo, rispecchia la mia profonda convinzione che per un vero cambiamento serva una differente prospettiva di pensiero. Filosofi ,scienziati, economisti e tutti coloro che hanno competenze e ruoli , dovrebbero creare un comune fronte ,per frenare ed invertire la tendenza attuale e fare comprendere al Popolo quale sono le vere ragioni e il preciso disegno ,responsabile di tutto ciò che sta succedendo sia nel cosiddetto Primo Mondo , che nel resto del pianeta. Le notizie che ci arrivano quotidianamente attraverso i media , non danno ,alla maggior parte delle persone, una vera comprensione del Sistema e di cosa sta realmente succedendo. Anche per coloro che , anche se pur vagamente , hanno compreso, prevale una sensazione di impotenza. Da parte mia , cerco da tempo, qualcuno che , pubblicamente e con competenza, traduca il mio pensiero. Mi impegnerò per seguire e partecipare, alle vostre iniziative, e per capire come posso dare il mio contributo.
    Un grazie personale per il suo lavoro
    Cartellina Calabro’

  2. Paolo Felice Strocchi ha detto:

    Caro Fusaro, se solo avessi immaginato possibile l’esistenza di un personaggio come te forse non sarei ridotto al cieco pessimismo che vado sperimentando già da qualche anno sul futuro del nostro Occidente. Sono nato nell’ormai lontano 1954 nella provincia Romagnola, per decenni culla asfittica e faziosa di quel miope dogmatismo “rosso” che col Pensiero di Sinistra ha ben poco a che fare; terra che già da qualche lustro, avvelenata a morte dalle tossine del consumismo, brancola alla ricerca di nuove quanto improbabili identità.
    Ho quindi sessantatré anni, parte dei quali trascorsi – per mia buona sorte – a molte migliaia di chilometri da qui, fuori dal nostro presuntuoso Occidente. Se ciò mi ha consentito una visione “stereoscopica” – e in quanto tale disincantata – delle vicende globali di fine ed inizio millennio, è altrettanto vero che il mio ritorno in Italia ha finito per identificarsi con l’amara presa d’atto di un degrado epocale che, per ragioni che direi tra loro opposte, investe sì l’Oriente ma ancor di più l’Occidente del mondo. Una catastrofe culturale che si delinea sempre più fatale: quasi una verifica, in tal senso, del secondo principio della termodinamica, là dove esso introduce il concetto di entropia: fredda misura del decadimento non reversibile dei sistemi che determina l’orientamento della freccia del tempo.
    Sono a mia volta scrittore e mi occupo tra l’altro – non per lavoro ma da genitore (che forse è la più “professionale” delle vesti) – di problematiche giovanili. Frequentai, negli anni della mia gioventù, il Liceo Classico di Ravenna.
    La cosa che più mi ha colpito di te è la tua età, alla quale è sorprendente riscontrare una cultura, una profondità di pensiero e una lucidità di analisi quali tu manifesti. Mi faresti cosa davvero gradita dando riscontro a questo mio messaggio, necessariamente breve, e mi troveresti pronto a collaborare con te in caso se ne presentasse l’occasione. Con stima. Paolo Felice Strocchi, Ravenna.

  3. daniele ha detto:

    Io mi considero un”sopravvissuto”alla shoah; non quella dei libri di storia,ma quella del dopoguerra italiano,evoluta in malattie atroci,drammi umani,immense solitudini,carcerati ingiustamente,malati terminali,reparti di psichiatria, suicidi,dipendenze. Facevo parte della associazione Coscioni,e avrei voluto si censissero le sofferenze di tutte le malattie e sofferenze anzidette,incluse le morti per malattia, come un “bilancio” del periodo 1960/2000. Se fosse davvero fatta una stima, con conti e calcoli alla mano che includano l andamento demografico, ritenevo che il risultato sarebbe stato evidentemente disastroso: quando vedo un immigrato nero che circola con il suo nuovo crocefisso, mi dico “ora tocca a loro”: nulla è stato fatto, la memoria storica di una generazione è stata inosservata. Se facessimo davvero un operazione del genere, probabilmente si riuscirebbe a costruire un ponte significativo con il “colonialismo 2.0”, e andare al nocciolo di alcuni punti fondamentali, che si riassumono secondo me nelle carenze della scuola dell obbligo in quanto a qualità di comunicazione…..

  4. Michele ha detto:

    Caro Fusaro, sono un “maturato” fresco fresco e avrei il bisogno, sempre se lei è disponibile, di farle leggere la mia tesina per motivi di puro confronto, in cui a modo mio critico il mondo economico sociale ispirandomi pure ad uno degli incontri che lei ha tenuto nella mia zona nei mesi scorsi. Chiedo se è possibile avere un aggancio per poter inviare appunto la mia mini opera, se possibile via e-mail. Grazie per la disponilità…

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