È morto Camilleri. È un lutto nazionale, come sempre avviene quando perdiamo uno spirito magno della letteratura nazionale. Celebriamo in lui il grande scrittore nazionale-popolare, ben sapendo che gli avvoltoi cinici cercheranno di annetterlo nei loro progetti politici, strumentalizzandolo post mortem, nella peggiore tradizione della irresponsabilità politica italica.  «Neppure i morti saranno al sicuro dal nemico, se vince. E questo nemico non ha smesso di vincere» (W. Benjamin).





“Ormai dipendiamo in tutto dai prodotti della tecnica, siamo costretti senza tregua a perfezionarli sempre di più. Essi ci hanno, per così dire, forgiati a nostra insaputa e così saldamente che ne siamo ormai schiavi”. (M. Heidegger, L’abbandono)







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