In mare non esistono taxi, dice il bardo cosmopolita dal sontuoso attico di Nuova York,con i nerboruti della scorta da altri pagata. Infatti,non esistono i taxi, ma le navi private dei nuovi negrieri del capitale esistono eccome. Deportano africani in nome del nuovo colonialismo.





«Il mio animo non può trovar posto nel presente né riposarvi un attimo, vien respinto da esso irresistibilmente; la mia intera vita scorre incessantemente verso il futuro e il meglio». (J. G. Fichte, La destinazione dell’uomo)







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