Questa sera il signor Saviano, avvolto dal suo tedio patrizio e circondato dalla sua guardinga scorta, è sceso di nuovo dal suo sontuoso attico di Nuova York: su La7, senza contraddittorio, ha tenuto il suo sermone della montagna. Ha – bontà sua – ortopedizzato le masse populiste in senso liberal, cosmopolita e plusimmigrazionista. Operai egoisti, disoccupati cinici, precari viziati: ci vuole più immigrazione, più Europa, più globalizzazione, più libero mercato! E dopo aver sermoneggiato in tal guisa, il bardo del pensiero unico turbomondialista è tornato tosto al suo confortevole attico di Nuova York, lontano dai rumori del vile popolo affamato e tanto gretto da pensare ancora ai salari e non alle virtù benefiche dell’apertura di porti e frontiere.


"La mia indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza"' (P.P. Pasolini)



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