Appena si sono diffuse le immagini di ciò che stava accadendo alla Casa Bianca, non ho potuto fare a meno di immaginare la scena del presidente russo e di quello cinese che si godevano l’indecoroso spettacolo di una civiltà, quella dell’hamburger, che ancora una volta dà prova della propria volgarità senz’anima: prima coi patetici black lives matter, ora con i patetici dimostranti agghindati con pelli da orso e corna. La verità è che la civiltà americana è al suo tramonto. Ed è un tramonto ridicolo e volgare, come quasi sempre accade con ciò che riguarda l’impero dell’hamburger e la monarchia del dollaro. Sarà una data che non si dimenticherà, invero. L’ho detto e lo ridico: peggio di Trump, v’è solo Biden. È l’ultimo colpo di coda, probabilmente, di un’America soffocata dal cosiddetto Deep State, dalle oligarchie finanziarie e dai potentati anonimi del capitale invisibile se non nei suoi effetti tragici. La più grande democrazia del mondo, la chiamano spesso in Italia subalterni giornalisti di ortodossa fede atlantista. Di democratico, invero, ha poco o nulla, lo sappiamo. È la più grande plutocrazia del mondo, questo sì: e usa procedure democratiche per nascondere una sostanza che democratica non è. Ora, probabilmente, nemmeno più le procedure sono democratiche. E forse ora la civiltà dell’hamburger si avvia al suo tramonto, auspicabilmente. Sulle sue ceneri, è da sperare che nasca un mondo multipolare, basato su equilibri di forze e libero dalla dominazione imperialistica a stelle e strisce.














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