Cari amici, v’è di che giubilare! Un ottimo risultato, senza comprare consensi, senza togliersi il cappello dinanzi ai poteri occulti, con un gruppo di amici uniti dalla passione per la filosofia, prospettando sempre con la schiena dritta un programma culturale tutto centrato sulla “Repubblica” di Platone. Noi, come gruppo, abbiamo brindato e rifaremmo tutto allo stesso modo: il 26 maggio è per noi un punto di partenza, non di arrivo. La rivoluzione non avviene taumaturgicamente in una volta, ma per via lenta e “molecolare”, come diceva Gramsci: cambiando la mentalità e l’immaginario, un poco alla volta, con ostinata tenacia. “Il seme sotto la neve” era il titolo di uno splendido libro di Ignazio Silone ed è anche il nostro obiettivo culturale, in un tempo in cui, tra i tantissimi che calcolano, pochi sono ancora disposti a pensare. Lasciamo pure che i mattacchioni ridano: sono avvezzi a vedere sempre e solo il dito, mai la luna che esso prova a indicare. E la luna, in questo caso, è un progetto di rinascenza culturale che aspira a una riforma morale e intellettuale centrata sui baluardi concettuali della metafisica classica dei Greci.


“Il tempo della fine in cui viviamo contiene due tipi di uomini: i colpevoli e le vittime. Nella nostra reazione dobbiamo tenere conto di questo dualismo: il nostro compito si chiama 'lotta'". (G. Anders, "L'uomo è antiquato")







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