Cittadini del mondo, cioè condannati allo sradicamento e all’erranza globalista





“Ottimo uomo, dal momento che sei Ateniese, cittadino della Città più grande e più famosa per sapienza e potenza, non ti vergogni di occuparti delle ricchezze per guadagnare il più possibile, e della fama e dell’onore, e invece non ti occupi e non ti dai pensiero della saggezza, della verità e della tua anima, in modo che diventi il più possibile buona?”. (Platone, Apologia di Socrate)







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