Contatti

“Noi non siamo nulla, ciò che cerchiamo è tutto”.

(F. Hölderlin, “Iperione”)

IASSP – via Vittor Pisani 6, 20124 Milano





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87 Responses to Contatti

  1. Salvatore Sanfilippo ha detto:

    Salve, è un piacere sentirti e leggerti, sono ragionamenti interessanti che condivido .. Fammi sapere se posso aderire con il movimento. Saluto con immensa Stima… Salvatore Sanfilippo

  2. stefano ha detto:

    negli ospedali cubani mancano le lenzuola e l’aspirina

  3. Salvatore ha detto:

    Mi sono diplomato all’Istituto Tecnico Industriale G.A.ANGIOJ di sassari nel 1986 ottenendo il diploma di Perito Elettrotecnico.In quegli anni tale istituto era considerato la scuola dei figli dei pastori e degli agricoltori che volevano emanciparvi e trovare un occupazione meno “sacrificata” nell’Enel,in SIR,o alla SIP (oggi Telecom).Invece il liceo classico era la scuola della cosidetta Sassari “bene”.Dove lavorino ora quelli che studiava al liceo Azuni non ne ho la minima idea.Inoltre c’è da dire che le ragazze più belle studiava al liceo mentre al Tecnico Industriale noi maschietti eravamo sfigati perché praticamente le ragazze erano pochissime.Ora che le ragazze hanno dimostrato di essere alla pari degli uomini nelle materie scientifiche ,la situazione è migliorata tantissimo.E adesso gentile Fusaro mi consenta(come dice lei) di esprimere i miei dubbi sul fatto che il liceo classico sia praticamente l’unica scuola deputata alla formazione di un pensiero critico.A parte il fatto che poi quando si finisce il,liceo e l’università quanti saranno a non perdersi nei mille sentieri bui della nostra vita?Certamente le do ragione che se da un lato un istituto tecnico da una formazione scientifica di base molto forte (dove le posso assicurare che per riuscire ad impadronirsi delle leggi che governano i fenomeni elettromagnetici o la logica informatica bisogna spaccarsi le meningi)di contro pecca di poca conoscenza del rapporto uomo ,cultura e società. Una cosa solo mi lascia perplesso e cioè Benetton Croce.Continuamente citato da lei e da altri che si definiscono intellettuali come chissà quale filosofo,a me risulta essere stato un mezzo fallimento.Uno che disse che la logica matematica non avrebbe avuto nessun riscontro nelle filosofie future!Se l’è fallita alla grande.

    • Pasquale dB ha detto:

      Gentilissimo Salvatore,
      scusa se mi intrometto nel tuo discorso. Ho una storia in parte simile alla tua. Mi sono diplomato all’ITIS nel 1982 solo che poi mi sono anche laureato in Ing. Elettronica e Matematica. Ho avuto infinite offerte di lavoro. Quando mi sono “sistemato” mi sono messo a colmare le mie lacune umanistiche facendo tutte le materie del liceo classico. Lo pensavo già da allora, ma serviva verificarlo. Al Liceo Classico sono tutte “chiacchiere e distintivo” che non servono ad un c…o e non interessano a nessuno, men che meno oggi. E’ la scuola dei nullafacenti. Però, ai nostri tempi, come ricordavi tu, c’era una selezione di base: i parrucconi imbecilli delle scuole medie dicevano “tu sei bravo e vai al classico e tu che sei asino vai al professionale”. Per questi motivi è chiaro che essendo fatta la selezione alla base, ed essendo anche figli di papà, quelli del classico avevano la via più facile. Ma oggi io, personalmente, ho visto che sia all’università (ingegneria, dove si studia davvero!) che anche nella società, quelli che hanno fatto il classico ricoprono solo posti per raccomandati, mentre quelli che hanno fatto veramente quacosa provengono tutti dagli Istituti tecnici. L’unica cosa che consiglio è che quando vi siete sistemati (e solo allora) studiatevi (per hobby) tutto ilprogramma del classico; io così facendo ho scoperto che non consiglierei mai quella scuola a chi ha necessità di affermarsi lavorando. Cordiali saluti.

      • Animal ha detto:

        Ammazza! Piccoli Odifreddi crescono…

      • Francesca ha detto:

        Chi vi scrive, Signori Salvatore e Pasquale, è una persona che ha studiato al Liceo Classico e che lo rifarebbe in cento prossime vite se ci fossero, per dirvi una sola cosa: il Liceo Classico è tale perché “NON DEVE SERVIRE A NIENTE” se non a formare la mente e la coscienza critica dell’individuo. Deve essere studium nel senso latino del termine e scholè nel senso greco del termine, cioè “divertimento, passione, cura, diligenza, devozione e quant’altri termini dell’italiano moderno si possano usare per tradurre questi due lemmi. Le leggi che governano il mondo non avreste avuto occasione di poterle studiare se non ci fossero state la cultura greca e quella romana trasmesse fino a noi, non sapreste nemmeno chiamare un pianeta pianeta.
        Saluti da una “chiacchiere e distintivo” che studia cellule e proteine e cura persone malate al giorno d’oggi ma che non saprebbe farlo senza il greco, il latino, la letteratura e la filosofia nella sua testa…eh si, siamo così poveri e limitati! E il liceo classico ci ha solo dato gli strumenti della logica, della dedizione alla conoscenza e al lavoro duro, “lo studio matto ma non disperatissimo”, per capire le leggi del mondo e esprimerci in cinque lingue per divulgarle…dall’estero ovviamente, perché in Italia sono rimasti quelli “che sanno fare”.

      • Domenico ha detto:

        Gentilissimo Pasquale
        chiedo cortesemente di dissentire su alcune cose che lei ha scritto, non sono pienamente in accordo sul fatto che i nostri ingegneri e matematici (o quelli che provengono da istituti tecnici), sono quelli che hanno studiato o studiano davvero, e nella vita si sono affermati per merito; io mi sono diplomato al liceo classico (molti anni fa), e dopo anni di lavoro come dipendente ho aperto una piccola impresa artigiana che si occupa di riparazioni e manutenzione di caldaie a gas e condizionatori. Le posso garantire che durante tutti questi anni di lavoro, ho conosciuto (professionalmente) ingegneri, diplomati negli istituti tecnici, ecc. che non avevano nessuna capacità tecnica nell’ambito lavorativo di cui si occupavano (termotecnica), e qualcuno ha persino rischiato di far saltare in aria delle case!!!!. Quindi, senza fare di tutta un’erba un fascio, posso dire con certezza che ci sono ingegneri e tecnici meritevoli di lode, come ci sono liceali altrettanto meritevoli.

  4. G P Biondo ha detto:

    Egregio sig. Fusaro,

    chi le scrive e’ un italo-americano.
    Ricordo nel 1994 quando venni in Italia per unj paio di settimane . Era il finale di manipulite.
    La gente parlava della “pulizia morale” che la magistratura aveva e stava facendo. Io dissi alla gente che piu’ che lotta contro la corruzzione si trattava di sbarazzarsi di una classe politica che si corrotta ma pur sempre propensa a mantenere lo stato sociale e che con la caduta del “muro” non serviva piu’.
    Un colpo di stato in poche parole. Fui deriso, per quello che dissi. Mi sembra che i fatti mi abbiano dato ragione dopo tanti anni.

    Un cordiale saluto dalla California

    G P Biondo

    • Nicola ha detto:

      Sì, avevi ragione in toto

    • Diego ha detto:

      Esatto, è proprio così. Basta vedere le foto di Di Pietro a cena con gli uomini della Cia …
      Quando i mass media iniziano una campagna a spron battuto, c’è sempre da diffidare: dietro ci sono sempre gli interessi dei poteri forti, del super-stato, del Deep State …
      I giornalisti e la magistratura sono due potenti armate del Deep State.

  5. giuseppe ha detto:

    ciao fusaro, sono lieto che ti intendi con julieta cchieza, e mi piace le tue intervezione perche fa che il pensiero unico trema davanti gente che usa l’itelligenza.
    saluto del belgio

  6. francesco tiravanti ha detto:

    Vorrei tanto parlarle.O comunicare con lei.La conosco da poco.Mi hanno colpito le sue linee di pensiero.Nelle quali mi identifico pienamente.In particolare:critica radicale al neo-liberismo-globalismo,difesa della democrazia-pensiero,difesa del nesso individuo-nazione e dunque della sovranità sostanziale,difesa dello spirito critico del’individuo.E’ un discorso complesso.Grazie.

  7. Edoardo ha detto:

    Salve professore, sono uno studente di Bari. La seguo da tanto tempo e ormai non posso fare a meno di chiederle, senza dissimulare una riposta speranza, quando ha intenzione di entrare in politica. La mia domanda deriva dal fatto che sto sentendo, soprattutto ultimamente, il bisogno di fare attivismo politico, ma la mia ideologia non aderisce alle visioni dei partiti, bensì è molto vicina alla sua. Le chiedo cortesemente un consiglio a riguardo della mia assenza di riferimenti per attivarmi. La ringrazio in anticipo per la disponibilità.

    • Roberto ha detto:

      Non credo che quella del politico, o del fondatore di un partito, sia la dimensione appropriata per Diego Fusaro. Penso debba continuare nella sua attività di pensatore fuori dal coro.

  8. giuseppe ha detto:

    Egregio Sig.Fusaro ,
    mi piacciono molto le sue analisi spesso fuori dal coro e fatte davanti a politici di cui tutti o quasi tutti abbiamo perso la stima e la fiducia. Le darei una medaglia per la trasmissione in cui zittisce monti e personaggi simili quando parlavano dell’euro e della sovranita’ nazionale.

  9. GIULIANELLI GIULIANO ha detto:

    CARO FUSARO, HO APPENA FINITO DI LEGGERE IL SUO BELLISSIMO “PENSARE ALTRIMENTI”.
    MI AUGURO CHE IL SUO LAVORO CONTROCORRENTE POSSA AVERE LA MASSIMA DIVULGAZIONE.
    MI RITROVO IN QUANTO SCRIVE E NEL COMPLESSO DELLA SUA ANALISI E PENSO ALL’ANTIFASCISMO SENZA FASCISMO, AL DISSENSO CHE SI TRASFORMA IN CONSENSO ECC…ECC…
    SOLO UNA DOMANDA: NON CREDE CHE UN CERTO PRESENZIALISMO TELEVISIVO POSSA SOLAMENTE NUOCERE AL SUO OTTIMO LAVORO?? TRE O QUATTRO COMPARSATE NEI VARI TALK SHOW ED ANCHE LENIN SAREBBE STATO RIDICOLIZZATO E NEUTRALIZZATO. VALE DAVVERO COSI’ TANTO LA PENA ANDARE DA PARAGONE E SOCI?
    GRAZIE E SALUTI

    • ROBERTO ha detto:

      Certo che vale la pena ,anzi la presenza del Prof. Fusaro dovrebbe aumentare.
      La tv la carta stampata internet oggi , hanno la stessa funzione che aveva L’Agorà nei tempi che furono.
      Saluti.

    • Alessandro ha detto:

      Carissimo Diego vai nei talk, la tua Parola è sempre utile, illuminante e contro corrente, basta con i prezzolati ed i “polli d’allevamento”….. (vedi il Sig. Gaber)

  10. Lucio Strata ha detto:

    Caro Sig. Diego Prof. Fusaro,
    Come qulcuno ha detto se non fissiamo la sovravita’ economica “e’ tutta aria fritta”.
    In Italia abbiamo un abbiamo un grande economista che e’ il Dr. Marco Saba.
    Vi e’ a livello internazionale il Prof. Richard Werner vedi video : https://www.youtube.com/watch?v=MechH0ebs_c Il Prof Werner dopo aver fatto una tesi sul “QE” Quantitative Easing ora parla apertamente dell truffa bancaria. Cioe’ le Banche Commerciali creano la moneta “digitale” “eletronica” e questa non viene messa in bilancio. Non contabilizzando la creazione della moneta le banche in bilancio mostrano che sono in perdita mentre fanno vistosi profitti. Ho una valanga di cose da dire ma mi fermo qui. Io vivo a Londra.
    Cordiali saluti. Lucio Strata.

    PS: Italia neutrale. Fuori dalla NATO. USA basi tutti a casa. Italia riaqustia sovranita’.
    il Prof. Michel Chossudovsky parla ora della Privatizasione della politica:
    https://www.youtube.com/watch?v=FSa4W5DrKqc

  11. Michele Rossetto ha detto:

    appena sentito l’intervento di oggi 15 maggio 2017 su la7 contro Meli. Potevi anche ripetere che la Meli è prezzolata tanto è solo la triste verità.

  12. francesco cavalli ha detto:

    Vorrei aggiungere un’annotazione a margine delle sue giustissime considerazioni (o meglio constatazioni) sull’Europa come passo intermedio verso la realizzazione dei disegni mondialisti dei grandi poteri finanziari.
    La fondazione stessa dello stato italiano e’ stato un processo assolutamente analogo, che ha con la violenza unificato popoli diversi per storia, cultura, lingua e tradizioni, con l’imposizione di una identita’ “italiana”, altrettanto indeterminata di quanto lo sia oggi quella “europea”, ovviamente attraverso la distruzione dell’immensa ricchezza costituita dalle culture individuali dei popoli “omogeneizzati”.
    Stessi i mandanti ed i finanziatori, una serie di rivoluzioni colorate ante litteram supportate dai cannoni dello stato piu’ indebitato della penisola italiana.
    Per l’Europa sostituirei quindi, al primato degli “Stati Nazionali”, il primato dei popoli sul loro territorio, sul modello svizzero, o, meglio ancora, sui principi della costituzione del Liechstenstain, esempio credo unico al mondo di totale ed assoluta an-archia.
    Cordiali saluti e complimenti.

  13. roberto ha detto:

    salve, domenica 28 maggio al Teatro Martinitt a Milano
    porto in scena lo spettacolo TERRONI -la vera storia dell’unità d’Italia
    sarei onorato della sua presenza, dove posso farLe pervenire l’invito?
    grazie

  14. giuliomoscatelli ha detto:

    Gentile prof., ieri mattina al Festival della Pscicologia a Roma, prima dei lavori, ho avuto il piacere di salutarla..oggi aggiungo una citazione che Le rende merito: nientemeno è di Papa Francesco che sabato ai portuali di Genova ha ammonito di non usare il termine ” meritocrazia” che in modo distorcente allude ai poveri e ai disoccupati come se costoro se lo fossero meritato o -almeno- non si meritassero niente di più. Bene, ciò rende merito ad un suo intervento, Prof. Fusaro, in cui in passato ci ha messo in guardia dall’uso dell’espressione “disagio sociale” ,quasi che gli sfruttati sono poveri solo per un disagio (termine psicologico inerente alla mente vedi “disagio psichico”) della loro immaginazione, cioè “se lo sono sognato”, se non -peggio- sono deliranti.
    Ancora una volta Lei ci aveva messo in guardia dalla neolingua orwelliana e invitato a tornare all’uso gramsciano della lingua come atto rivoluzionario. La saluto con rinnovata stima.

  15. Arianna ha detto:

    Caro prof.FUSARO sto leggendo con attenzione ed entusiasmo il suo libro Pensare altrimenti e mi sento empaticamente vicina al suo dissentire.Nel mio ambiente di lavoro rivendico sempre il diritto a dissentire anche perché i miei colleghi sono come lei dice un gregge amorfo di cultori felici della loro schiavitù. Al mio direttore che un giorno mi intimo’ di obbedire io ,che sono dirigente,gli risposi che non ero suo suddito!

  16. Julius Trestiton ha detto:

    Salve ,
    ho scritto questo breve dialogo ,
    mi farebbe piacere un tuo commento .
    Complimenti per analisi e archivio personale .

    Julius

    Il Capitale , come ultima ideologia sopravvissuta al ’900 .

    “ Come è riuscito a sopravvivere ? “
    “ Perché non aveva ancora dato i suoi frutti ultimi , che darà ora , nel 3° millennio “ .

    Qual’ è la mission ultima del Capitale globale :
    “ Fare un giro , in Bugatti , nel giardino degli orrori “ .

    Si spieghi meglio , cosa intende per “ Giardino degli orrori “ ?
    “ Lo spazio di mondo abitato da quelli che solo produrranno , senza aver potuto , mai , partecipare alla vita , un lager senza filo spinato “

    “ Da questo , come lo chiama lei , lager , ci sarà la possibilità di fuggire ? “
    “ No , perché nessuno fugge dai suoi bisogni economici ! “

    “ Gli inhabitants di questo “ giardino degli orrori “ avranno coscienza di chi e cosa abbia determinato la loro tristissima sorte ? “

    “ No , questa verrà vissuta come una maledizione contestuale alla nascita , malediranno loro stessi , perché la causa prima di tutto ciò , il Capitale “ , è un Dio troppo lontano , irraggiungibile , inconcepibile , metafisico “ .

  17. Alessandra ha detto:

    Salve,
    volevo proporre una questione che non ho trovato esaurientemente elaborata. Volevo sapere se in filosofia si è mai discusso sull'”ordine del caos”, sull’ordine di quei sistemi che ci sembrano caotici.
    Grazie mille a chi vorrà rispondere

  18. Marco Felice Carluccio ha detto:

    Diego carissimo
    sono Marco, don Marco, amico d’infanzia di Mario Carparelli. Come stai?
    Se ricordi abbiamo trascorso qualche anno fa una mezza giornata in barca insieme.
    Ti scrivo perchè, mettendo in ordine le foto, non ho trovato traccia di quelle che facemmo in quell’occasione e che avrei tanto desiderio di conservare.
    Te le ritrovi, me le puoi mandare?
    Ti abbraccio e ti auguro ogni bene e chissà se non ci ritroviamo a Leuca.
    Io sarò giù a fine agosto fino ai primi di settembre.
    I miei contatti sono 329 2218991 e donmarcocarluccio@libero.it.
    Se puoi mi passi i tuoi perchè curo la redazione del nostro mensile e magari potrebbe nascere qualcosa di bello insieme.

  19. Giuseppe Casagrande ha detto:

    Gentilissimo compagno Fusaro, sono un comunista animalista suo estimatore, condividendo le sue idee.
    Posto una riflessione inviata/postata anche ad altri.
    Non so se dovrei commentare un articolo che non trovo e, invece, “posto” un nuovo problema ; il fatto è che vorrei inviarle una e mail in merito ma non la trovo tra i contatti e… non sono tanto pratico di internet.
    Scusatemi se ho infranto qualche regola.

    In merito alla proposta, trasversale a più partiti, di modifica dell’art. 38 della Costituzione per una cosiddetta “equità generazionale” ( ci si può interessare delle generazioni future e non delle presenti? Uhmm…).

    Attacco AL DIRITTO?, alle pensioni in essere?
    Il nostro è uno Stato di diritto.
    Si confonde l’ASSISTENZA, relativa a chi non paghi contributi, che dovrebbe essere a carico della fiscalità generale, come negli altri Paesi, con la PREVIDENZA, relativa ai contributi pagati dai lavoratori per la loro pensione che, unica, dovrebbe interessare l’INPS.
    SEPARARE PREVIDENZA DA ASSISTENZA.
    Per avere una pensione dignitosa occorre dare lavoro ben retribuito ed a tempo indeterminato, non prelevare soldi dalle pensioni di chi se le è strapagate coi suoi contributi, coi quali ha pagato le pensioni delle generazioni precedenti, senza ricevere in cambio il favore dalle attuali che, loro malgrado, non hanno che lavoro precario e mal retribuito.
    Occorre ripristinare, inoltre, il metodo di calcolo pensionistico retributivo, dato che, se io “presto” anticipati per quaranta e più anni i miei soldi, ogni mese trattenuti in busta paga, allo Stato, all’INPS, qualcosa ci devo guadagnare, come fanno banche e finanziarie quando erogano prestiti; iniquo è il contributivo che ridà solo quanto versato per decenni.
    E il TFR deve essere erogato subito al pensionamento, come quando era gestito dal datore di lavoro.
    EQUITA’ SIGNIFICA ESTENDERE I DIRITTI, NON TOGLIERLI IN UNA LOTTA TRA POVERI.
    Se cade l’ultima parvenza di diritto, in questo Paese, è la fine della democrazia.
    Giuseppe Casagrande.

  20. Enzotarax ha detto:

    Mio stimato Diego, volevo parlarti di quell’animale cattivo di nome euro. Hai presente la favoletta del lupaccio cattivo che si mangia tutte le pecorelle? Il problema e che oltre a quel lupo cattivo tanti altri lupi, volpi e faine sono fuggiti con la loro preda e a nessuno sembra interessare. Ti dico subito che io sono contro l’euro e contro l’Europa, e su questo mi pare che siamo d’accordo. Nonostante tutto non ci sto all’idea che l’euro possa costituire il capro espiatorio perfetto che purifica da ogni peccato tutti quegli attori che hanno contribuito al disastro italiano. Ti dico chiaramente che la storia dell’euro come unico responsabile della crisi e’ una cagata pazzesca! Mi chiedo: a cosa serve un economista di fronte ad una situazione difficile di un azienda che chiede la sua consulenza? Mi rispondo: l’economista deve come prima cosa verificare come l’azienda ha speso i soldi nelle precedenti gestioni. Una volta verificato che il vecchio amministratore ha speso un sacco di soldi inutilmente, deve dire al suo capo che i soldi non vanno piu’ spesi in questo modo, e deve anche dare suggerimenti su come invece dovranno essere allocate in futuro le risorse che l’azienda ha a disposizione, per tentare di invertire la rotta e cominciare a marciare bene. Pensi che in Italia negli ultimi 25 anni siano stati spesi bene i soldi degli italiani? Non mi pare! Di anno in anno, deficit dopo deficit, si e’ giunti all’attuale livello mostruoso di debito pubblico di 2250 mld+ 300mld di buffer che ci costano 100mld all’anno di interessi. Il debito pubblico non e’ scoppiato dopo l’euro da un giorno all’altro, ma ha cominciato a lievitare gradualmente a partire dalla meta’ degli anni 70′. In questi anni corre piu’ velocemente perche’ piu’ aumenta il debito piu’ aumentano gli interessi che poi si vanno a capitalizzare. Circa vent’anni fa era gia’ oltre i 1000 mld, e i vari governi che si sono succeduti lo hanno fatto lievitare, quindi anche Berlusconi e Lega, non ce lo dimentichiamo! La mia sensazione è che quest’euro cattivo e’ il capro espiatorio creato ad arte per evitare che sul banco degli imputati finiscano personaggi che si vogliono tenere al riparo da ogni colpa. Che senso ha lamentarsi dell’austerita’ se non si condanna la cattiva allocazione della spesa di questi ultimi 5 lustri e non si forniscono indicazioni valide su come spendere i nuovi soldi presi in prestito con la vendita dei titoli di stato? Che senso ha chiedere di indebitarsi sempre di piu’ se poi quei soldi vengono buttati al vento per le solite cappellate? Il risultato sara’ quello di aggiungere altro debito a quello esistente e far aumentare debito pubblica e futuri interessi passivi. Di per se e’ giusta la richiesta di rendere piu’ flessibile la nostra capacita’ di rifinanziamento, a patto che questi soldi vengano spesi in maniera produttiva. Il professor Bagnai cosa vorrebbe fare? Dare piu’ soldi a Lega Nord e Berlusca pur sapendo in che modo quest li hanno spesi negli anni in cui erano al governo? qui ci sarebbe da fare la lista di tutti gli sprechi e quella dei settori in cui si dovrebbe investire per far generare ritorni economici importanti, ma sarebe troppo lunga. Mi limito solo a dire che la somma di tutti questi soldi spesi male fanno circa 200 mld all’anno, buttati nel cesso. Quando si parla di sforamento di deficit, cioe’ se sforare del 5%, oppure del 3% per come l’Europa impone, si parla di qualcosa di 15 mldi o giu’ di li. Se questi cialtroni che governano, alla stressa stregua di quelli che li hanno preceduti, non sprecassero 200mld in questo modo cosi vergognoso a quest’ora stavamo qui a discutere di questi 15/20 mldi in piu’ da prendere in prestito?

  21. Diego ha detto:

    Egr. Dott. Fusaro,
    Mi piacerebbe conoscere la sua opinione riguardo il problema della verità, o meglio del nostro rapporto con la verità. Posto che la verità va cercata, ma va anche detta? E sempre? O ci sono casi in cui siamo esentati dal dirla e siamo giustificati a dire il falso?

  22. Valerio Maia ha detto:

    In una recente prolusione hai citato come Hegel ammirasse Oliver Cromwell. In quale opera del filosofo tedesco è presente tale affermazione?
    Grazie

  23. daniel ha detto:

    L’uomo nasce nella famiglia e quindi cio’ e’ prova che e’ comunitario, etc. Se in futuro l’uomo nasce in provetta in ospedale senza famiglia, l’uomo non sara’ piu comunitario. L’uomo e’ cio che si trova intorno. Un uomo non smette di essere tale se nasce e muore su un isola deserta, giusto?

  24. Maurizio ha detto:

    Buongiorno.
    Seguo da tempo il suo discorso e lo condivido pienamente.
    Volevo, con questo mio intervento, sottolineare la necessità, secondo me, di rivalutare il ruolo di un filosofo purtroppo trascurato: Max Stirner.
    Trovo la radicale necessità di Sirner di recupero dell’individuo rispetto all’azione alienizzante di qualsiasi pensiero unico di un’attualità disarmante.
    Grazie e ancora complimenti per il suo lavoro.

  25. Renato Ronco ha detto:

    Parafrasando la citazione su Hegel: “L’importante è rimanere fedeli allo scopo di Dio.”

  26. Raffaele ha detto:

    Gentile prof. Fusaro.
    Sono Raffaele Varvara ho 26 anni e sono un infermiere a Milano e laureando magistrale in scienze infermieristiche e ostetriche presso UniMi. Le scrivo poichè, seguendola, mi sono accorto di avere un’ aspetto comune. Sia Lei che io nel mio piccolo, portiamo avanti una “battaglia” culturale, la sua di portata più ampia, volta a far prendere coscienza delle dinamiche oscure del presente. La mia è una battaglia culturale limitata alla mia categoria professionale. La professione infermieristica ha alle spalle una storia umile ma ha conosciuto, nel corso dell’ ultimo ventennio, un rapido processo di professionalizzazione denso di conquiste sul piano normativo/formativo ed organizzativo; il legislatore ha pensato per noi una figura che si distaccasse definitivamente dall’ essere professione sanitaria ausiliaria (della professione medica) per divenire professione sanitaria autonoma, competente e responsabile in risposta ai mutati e complessi bisogni di salute della collettività. L’ infermieristica dunque vive nell’ epoca della post-ausiliarietà (da notare la somiglianza con post-borghese e post-moderno) in cui si scontrano 2 visioni ontologiche distinte: da una parte i senior, nati professionalmente come ausiliari, continuano ad affermare nella prassi clinica un’ ausiliarietà ormai superata e gli junior formati come professionisti ma che stentano a riconoscersi come tali poichè ogni loro tentativo di emancipazione viene soffocato dal pensiero unico ausiliaristico. Il risultato è la mancata affermazione nella prassi di un professionista già riconosciuto per legge. Questo è il paradosso: non si agisce contro la legge (come è normale nelle dinamiche dissenzienti) ma a favore, eppure la resistenza che avverto nel distaccarsi da quel pensiero unico sembra davvero irresistibile. La battaglia culturale che sto portando avanti è volta al recupero della nostra identità di ruolo per dar seguito nella prassi a quello che il legislatore ha immaginato sulla carta per noi. Anche la società, a cui noi estendiamo le nostre competenze garantendo il diritto alla salute 24h su 24 per 365gg l’ anno, non ci considera professionisti proprio a causa dei messaggi sbagliati lanciati da una parte della categoria infermieristica atteggiante ad ausiliario. I cambiamentI culturali sono lenti e macchinosi ma nella nostra situazione urge inserire dei catalizzatori di processo capaci di accelerare e governare il cambiamento. Io sto cercando, nei limiti delle mie risorse, intanto di costruire una solida coscienza di categoria capace di utilizzare pensiero critico e capace di distaccarsi dal pensiero unico ausiliaristico (preziosi sono i suggerimenti di metodologia del dissenso all’ interno del suo libro “pensare altrimenti”) ma sembra davvero molto difficile perchè non vedo accresce consenso attorno a me anzi sono sempre più emarginato. A volte mi chiedo se sbaglio nei modi con cui conduco una battaglia giusta. Mi farebbe piacere ricevere il punto di vista di un sommo “sacerdote” della cultura come Lei è nonchè consigli pratici su come creare una solida e coesa coscienza di categoria funzionale alla diffusione massima di questa nuova cultura.
    Mi scuso per il disturbo e la ringrazio in anticipo.
    Raffaele Varvara

  27. stefania ha detto:

    Salve Fusaro, complimenti per la purezza, il rigore, la trasparenza con cui procede nelle sue analisi e spiegazioni filosofiche e non solo, riguardo alle diverse tematiche del mondo post-moderno nelle sue differenti declinazioni e occultamenti. Sono un’ autrice milanese e avrei piacere d’ inviarLe la mia ultima opera: “Luce, dell’ombra”, edito Algra editore.
    Complimenti per tutto il lavoro che sta svolgendo, per tutti i video su you tube che ho in parte ascoltato su vari soggetti, ogni volta che La ascolto ho la sensazione di ascendere su un piano intellettivo più grande, superiore direi, è come se la sua arte filosofica e interpretativa del mondo e delle cose mi aprisse a una coscienza più vasta. La ringrazio molto e Le auguro di continuare come già sta facendo a diffondere un pensiero, come il Suo, luminoso e fecondo.
    Grazie
    Stefania Roncari

  28. vincenzo viscardi ha detto:

    Chiarissimo prof. Fusaro, (verrebbe spontaneo darLe del Tu, atteso che Tu! tratti sovente argomenti che per la loro intrinseca natura risultano familiari a chi, come me, non ha la possibilità di esprimerli con tanta chiarezza e determinazione) ciò premesso la presente per una garbata polemica circa l’uso che tu “fai” del mezzo televisivo (meno male!!!):
    Pier Paolo Pasolini, il cui pensiero è a noi molto caro (benché non del tutto esplorato), aveva più volte affermato che la televisione in quanto mass media è di per sé uno strumento di sopraffazione delle masse.
    A tale riguardo è storica l’intervista che il poeta rilascia al giornalista enzo biagi, allorquando lo stesso Pasolini su insistenza dell’intervistatore (in una trasmissione rai del 1971) dichiara che il rapporto che si crea tra chi sta “dietro” lo schermo televisivo e chi invece sta “davanti” allo stesso e pari a quello che si crea tra “Superiore” e “Inferiore”. In altri termini tale rapporto è esso stesso falso, non reale, ponendo in tal guisa chi ascolta in uno stato di soggezione, non avendo possibilità alcuna di controbattere chi è invece padrone dello schermo. In altri termini Pasolini definisce il mezzo televisivo antidemocratico, dittatoriale, (in re ipsa) in quanto, si ribadisce, non vi è un rapporto alla pari tra l’ascoltatore (passivo) e il “padrone” dello schermo.
    Alla luce di quanto testé evidenziato, non ritiene, viste le sue, (per fortuna!!!) numerose apparizioni in TV, di porsi in una posizione di netta contraddizione con il pensiero pasoliniano concernente il mezzo televisivo, (dando per scontato che Lei è in sintonia con l’ assunto del poeta in argomento appena specificato?)
    N.B. E’ appena il caso di precisare che non nutro alcun sentimento negativo nei Suoi confronti, anzi se mi fosse possibile affermerei che sono del tutto in sintonia con il suo pensiero concernente il sociale, la politica e quant’altro Lei analizza con estrema lucidità.
    I sentimenti negativi che nutro nei Suoi confronti sono quelli concernenti una sana invidia in riferimento al Suo bagaglio culturale e alla Sua invidiabile capacità di analisi circa le problematiche socio-economiche del Villaggio Globale!
    Fiducioso in sua puntuale risposta porgo i migliori saluti . Enzo V. (zona orientale di Napoli)
    P.S. Spero un giorno organizzare un incontro qui a Napoli

  29. Rudi ha detto:

    Gentile prof. Fusaro,
    sono uno studente di liceo appena diplomato, le scrivo per avere alcuni chiarimenti su un suo articolo intitolato: “Laura Boldrini? Simbolo della sinistra che non lotta contro, ma per il capitale” uscito su “Il Fatto Quotidiano” e datato 24/08/2017.
    Premetto di non aver (ancora) letto il suo libro “Pensare Altrimenti” cui lei fa riferimento nell’articolo, pertanto mi scuso anticipatamente per un mio eventuale fraintendimento del suo pensiero derivante dal non aver conoscenza completa del suo pensiero. Devo dire che la lettura dell’articolo mi ha particolarmente colpito e non riesco ad astenermi dallo scriverLe oggi stesso, appena dopo aver finito di leggere l’articolo, per comprendere meglio il senso di quanto scritto.

    Nel suo articolo lei scrive: “L’anticomunitaria e globalista “destra del denaro” detta le regole econonomico-finanziarie tutelanti gli interessi dell’apolide global class post-borghese. La “sinistra del costume” fissa i modelli e gli stili di vita funzionali alla riproduzione del sistema dell’integralismo economico”. Vorrei chiederle cosa lei intende con “destra del denaro” e in particolare se si riferisce alle èlite economiche moderne proprietarie dei mezzi di produzione e che quindi concretamente dettano, marxianamente, la struttura della società, oppure se si riferisce alla destra politica (e quindi sovrastrutturale) che rappresenta e propugna determinati valori comunemente identificati “di destra” e che è rappresentata in Italia da partiti quali ad esempio Forza Italia.
    Dal proseguimento nella lettura del suo articolo la prima interpretazione mi pare più consona al suo pensiero (lei scrive infatti: “La destra del denaro fissa la struttura, la sinistra del costume pone la sovrastruttura”). Se tale interpretazione è corretta, tuttavia, vorrei chiederle che ruolo ha (in termini sovrastrutturali) la destra parlamentare con i valori che essa propugna, che, tenendo da parte il liberismo in campo economico (esplicita adesione ideologica al modello strutturale delle èlite finanziarie), sono generalmente di tipo conservatore e come tali dunque opposti alla “Cultura del nichilismo e del disincantamento” che lei attribuisce invece alla sinistra.
    Se così fosse però paradossalmente la destra parlamentare che dichiaratamente aderisce ad un modello strutturale “finanziario e capitalista” sovrastrutturalmente si opporrebbe a tale modello opponendosi alla già citata “Cultura del nichilismo e del disincantamento” che invece è propria della sinistra…
    Non le sembra piuttosto che nella politica attuale la destra e la sinistra abbiano semplicemente smesso di preoccuparsi di tutto ciò che riguarda la struttura opponendosi solo per quanto riguarda elementi sovrastrutturali, gli unici del resto a costituire una differenza tra i due schieramenti, che avendo aderito alla medesima struttura della società sono diventati indistinguibili dal punto di vista strutturale? Se così fosse l’intero dibattito parlamentare sarebbe incentrato esclusivamente su elementi sovrastrutturali e non intaccherebbe la struttura della società, costituendosi come una battaglia di idee fine a sé stessa e che a seconda può privilegiare o meno (indipendentemente dal fatto che l’idea sia propugnata dalla destra o dalla sinistra) la struttura a cui sia la destra che la sinistra fanno riferimento in modo più o meno consapevole.
    A questo punto l’elettore medio, anche quello che non conosce Marx e non ha mai sentito parlare di struttura e sovrastruttura abbia percezione di questa identità strutturale, in una sorta di “Pensare musicale che non assurge a concetto”, per citare il buon Hegel della Fenomenologia, e in virtù di ciò risponda alla chiamata alle urne, dove sarebbe chiamato a scegliere tra due visioni del mondo che strutturalmente sono indistinguibili, semplicemente non scegliendo, come l’asino di Buridano dinanzi a due blocchi di paglia identici, e abdicando alla sua essenza di membro del Popolo Sovrano, astenendosi… C’è chi dice che l’astensionismo è normale in una democrazia mature. Personalmente sono portato a credere che l’astensionismo è normale in una democrazia che non funziona.
    Detto ciò vorrei conoscere la sua opinione in proposito e vorrei, se possibile, sapere che cosa ne pensa dei rapporti tra destra e sinistra parlamentare e delle identità e differenze tra esse.

    La seconda questione, molto più complessa è quella delle cause che hanno portato la politica, ed in particolare la sinistra alle condizioni attuali. A suo avviso vi è una motivazione storica (crollo dell’URSS, fine del mondo comunista, etc.)? Oppure si è trattato dell’incapacità della sinistra di cogliere l’evolversi dinamico della società, rimanendo ancorata a modelli del passato divenuti oggigiorno anacronistici fino a risultare così fuori dal mondo da dover abbandonare un progetto e una idea di società ormai inattuabili? Perché diciamoci la verità, se nei primi anni del ‘900 in un paese a maggioranza agricola come l’Italia o la Russia aveva senso parlare al proletariato rurale delle campagne contro lo sfruttamento dei latifondisti o, come Gramsci e il gruppo Ordinovista agli operai delle fabbriche rivendicando giusti salari, autogestione e diritti, oggi qualcosa del genere appare decisamente fuori luogo dal momento che dei diritti sono stati concessi, che la maggior parte della popolazione è impiegata nel terziario e quanto ai contadini essi semplicemente hanno cessato di esistere, adesso si chiamano agricoltori e posseggono la terra che coltivano con mezzi agricoli moderni (o fanno coltivare per un salario dignitoso)… Tenendo presente Marx e osservando il mondo da una prospettiva marxista direi che proletario moderno è piuttosto una figura come quella del ricercatore, che nulla ha da offrire se non la sua competenza, che utilizza le risorse di una qualche casa farmaceutica (capitale costante) per produrre un nuovo farmaco (merce, prodotto dell’attività del proletario), che però viene brevettato dalla casa farmaceutica (alienazione del proletario rispetto al prodotto della propria attività, che gli è sottratto) che lo produce su vasta scala guadagnando enormi capitali (plusvalore) dopo aver sottratto il salario del ricercatore stesso (capitale variabile). A questo punto grazie al plusvalore la casa farmaceutica è in grado di agire lobbysticamente per condizionare la politica e la finanza internazionale orientandole verso il proprio interesse, dominando i proletari che pur sono i produttori del plusvalore che dà potere alla lobby stessa. Se così fosse il proletariato moderno sarebbe ben peggio che “privo di coscienza di classe”, poiché pur avendo presente Marx e sentendo parlare del proletariato non sarebbe in grado di associare se stesso alla classe. Del resto la fallita esperienza comunista nei paesi sottoposti al patto di Varsavia non dovrebbe essere di per sè particolarmente invitante (personalmente ritengo che il peggior nemico del comunismo siano stati i comunisti, per lo meno quelli al potere nell’est Europeo).
    Vorrei conoscere il suo pensiero anche su questo argomento,

    Un cordiale saluto,
    M. Rudi

  30. Davide De Santis ha detto:

    Ho apprezzato pienamente il tuo commento, sono un falso giovane di 57 anni lavoratore stabile che è cresciuto sia con i falsi maestri del ’68, sia con la falsa ribellione del rock che subito è stato monopolizzato dalle multinazionali come la Warner Bros. Ormai molti giovani, oltre allo sballo serale, si ritrovano tramite comunità asettiche via internet.
    Cordiali saluti!
    Massimo De Santis
    Via Bottego, 25
    Milano 20132

  31. Francesco Cavalli ha detto:

    errata corrige
    Salve da Mosca, spero che trovera’ il tempo di rispondermi.
    Una mia conoscente, sta portando avanti un progetto molto interessante, Janus Academy, e mi ha posto una domanda alla quale ovviamente non so rispondere: “Ci sono in Italia scuole eredi dell’Accademia Platonica Fiorentina?”.
    Potrebbe suggerirmi lei una risposta? Giusto per conoscenza allego due link, e’ tutto in russo ma credo che a breve riusciro’ a tradurle in italiano il pdf.
    https://vk.com/id41891375,
    https://vk.com/doc41891375_449850197?hash=58a6a25f418045c7f7&dl=cd61614559304c8c29
    Se le dovessero servire informazioni ulteriori son qui…

    Grazie anticipate

  32. Francesco Cavalli ha detto:

    insomma la fretta – c’era rimasta una virgolaccia di troppo
    errata corrige
    Salve da Mosca, spero che trovera’ il tempo di rispondermi.
    Una mia conoscente sta portando avanti un progetto molto interessante, Janus Academy, e mi ha posto una domanda alla quale ovviamente non so rispondere: “Ci sono in Italia scuole eredi dell’Accademia Platonica Fiorentina?”.
    Potrebbe suggerirmi lei una risposta? Giusto per conoscenza allego due link, e’ tutto in russo ma credo che a breve riusciro’ a tradurle in italiano il pdf.
    https://vk.com/id41891375,
    https://vk.com/doc41891375_449850197?hash=58a6a25f418045c7f7&dl=cd61614559304c8c29
    Se le dovessero servire informazioni ulteriori son qui…

    Grazie anticipate

  33. Rafael Di Domenico ha detto:

    Il compagno. Vedo sempre i tuoi video su youtube. Fino alla vittoria sempre

  34. Damiano Rumanò ha detto:

    Egregio professor Fusaro,

    le scrivo, più che da studente, da amante della filosofia, in quanto preferisco definirmi come tale, sebbene ufficialmente sia un iscritto ad una facoltà di filosofia di una nota università italiana. Lo faccio per sottoporre al vaglio critico della ragione una breve questione di ordine politico-sociale. Si tratta di una segnalazione più che di una vera e propria analisi, trasmessa “dialogicamente” da un cittadino “libero” ad un altro.
    Nel mondo “capitalisticamente” globalizzato, l’informazione, ossia la comunicazione di massa, si sa, gioca un ruolo fondamentale nel mantenimento del potere costituito. La spettacolarizzazione dell’informazione che lei, suppongo, non condivida, non è che la più triste fra le dimostrazioni di tale comunicazione degradata.
    Anzitutto, dunque, approfitto per ringraziarla per i suoi reiterati tentativi di porsi come voce dissidente che prova a dar ossigeno ad un pensiero critico sempre più soffocato da un pensiero dominante volto a svuotare le coscienze, a farle passare da critiche a consumatrici.
    Nel suo volto, che vedo rigorosamente sul web, e nonostante la miseria del rapporto indiretto, traspare l’unione della volontà di dialogo con quella “fatica del concetto” alla quale lei è pervenuto, e che, ha inteso, deve essere trasmessa a chi la conosce ed anche a chi la misconosce.
    Vado, però, al nocciolo della questione.
    Mi pare, nonostante non sia un assiduo consumatore di televisione, che poco si tratti, nei programmi che si autodefiniscono politici (ma anche nei notiziari nazionali), delle questioni inerenti a ciò che avviene nelle assemblee delle Nazioni Unite.
    Invece, su piattaforme internazionali come ad esempio Telesur, che seguo con relativa costanza, si tratta l’argomento con vivo interesse quando non con scrupolosa attenzione.
    Tuttavia, sebbene solo a livello di ipotesi, ho dato una spiegazione a questo singolare fenomeno. Difatti, sebbene l’ Onu sia un organo non privo di contraddizioni, rappresenta, specie a livello di immagine, quindi di comunicazione, un esempio (ed una realtà di fatto) di unità dei popoli; oserei persino dire che esso incarna, e potrebbe ancor meglio incarnare, un rapporto di tipo socialistico fra nazioni, le quali, in vista di una unità universale, annullano le proprie differenze dinanzi al pubblico confronto nella più grande ed importante fra le assemblee del pianeta. Si rifletta sul fatto che in quel momento ciascun paese non è che una scrivania con una bandierina, e che l’unico elemento che distingue i membri dell’assemblea è la responsabilità verso la propria patria e le parole volte, almeno in teoria, alla difesa di questa.
    Mi domando allora quanto sia utile al potere, incarnato quest’oggi da un onnipervasivo regime liberista, presentare e palesare alla cittadinanza dominata i punti di vista di tutti i Paesi del mondo, quelli che, sebbene la maggior parte, i Paesi potenti e le sue incoscienti masse si accingono a definire e a trattare come “Resto del mondo”, in un tripudio di razzismo e fascismo trionfanti.
    Non credo che udire discorsi autenticamente patriottici e rivoluzionari di presidenti di altre nazioni, come quello dell’ormai defunto H. Chavez, ed in generale di tutti i presidenti, non scalfirebbe, anche in misura minima, le coscienze di coloro i quali quell’ orwelliano Resto del mondo (o Terzo Mondo) non saprebbero nemmeno ritrovarlo su una mappa del globo.
    Concludo questo mio intervento sperando di aver infuso filosoficamente e politicamente il dubbio a lei, che sicuramente ha il coraggio e la possibilità di diffondere questa (spero non insignificante) segnalazione, nel caso lei ritenga utile fare la tal cosa.
    Non le tolgo ulteriore tempo e la ringrazio per la cortese attenzione.

    Saluti distinti

    Damiano Rumanò

    P.s.

    Ammetto di riporre una specie di speranzosa e riottosa convinzione secondo la quale la filosofia e la sua divina potenza del dialogo, superino ogni barriera, schermo, gerarchia sociale. Chissà che questa missiva non ne sia un’ulteriore manifestazione.

  35. francesco ha detto:

    Buongiorno Diego Fusaro, scusi il disturbo, ci tengo solo a farla partecipe di una discussione che ho avuto via mail con lo psicoanalista Junghiano Luigi Zoja sul legame tra consumismo e violenza sulle donne, perché mi sembra un tema che può interessare anche la sua riflessione sulla nostra attualità di consumatori occidentali :

    Buongiorno prof Luigi Zoja scusi il disturbo, sono un ragazzo appassionato di filosofia e psicologia e mi sto formando guardando molte conferenze su internet, volevo porle una domanda che ho posto anche a Recalcati ( senza nessuna risposta ), sarò breve :

    mi chiedevo se alla base di molti casi di violenza di uomini verso donne di cui si sente parlare molto in questi giorni non ci sia anche una corresponsabilità del consumismo in cui viviamo, in quanto ho pensato che il progressivo smantellamento delle barriere tra i nostri desideri e la loro realizzazione ci renda sì consumatori perfetti in quanto desideriamo una cosa e la prendiamo subito, quindi consumiamo subito, ma anche persone violente in quanto ho un desiderio distruttivo verso una persona ( per esempio la mia ragazza perché vuole allontanarsi da me ) quindi le faccio violenza . Ovvero mi chiedo se la tendenza ad agire i propri impulsi e a realizzare i propri desideri invece di differirli o negarli non sia frutto della creazione del consumatore perfetto ottimo per il consumo di merci ma poi portatore di queste conseguenze negative . Lei cosa ne pensa ? perché se fosse vera questa ipotesi allora la diminuzione dei casi di violenza e la loro prevenzione implicherebbe una seria messa in discussione del consumismo in cui viviamo e del modello di uomo consumatore da esso propagandato . Con profondo rispetto e stima, grazie per la cordiale attenzione gentilmente concessami . Francesco Gelmini

    ecco la risposta di Luigi Zoja alla mia domanda :
    Sicuramente si. Non posso dimostrarlo, le variabili in gioco sono infinite quanto le dinamiche della società, quindi è difficile isolare un campione di studio e formarne uno di controllo. Ma lo si può dire a buon senso, soprattutto avendo una certa età (lei immagino sia del 1985, io del 1943) e si sono osservati i cambiamenti nei decenni e magari attraverso diversi paesi.
    Se la interessa, ho trattato degli aspetti patologici del consumismo già nel mio primo testo, proprio dell’85, Nascere non basta. Poi – se ricordo bene – qualcosa in Morte del prossimo e in Utopie minimaliste. In un certo senso, tutte le relazioni, e in particolare quelle di coppia profonde, implicanti anche l’eros, sono deformate dal consumismo che ora si combina con la virtualizzazione. Entriamo sempre meno in rapporto con gli altri e sempre più con immagini degli altri.

    Specificamente, però le violenze maschili verso le donne non è sempre detto siano aumentate. Ê possibile che sia diminuita l’inibizione a parlarne, quindi per es che ci siano più denunce o più servizi su questi fatti.

    Auguri x le sue ricerche

    Luigi Zoja

    Via Cagnola, 7
    20154
    Milano
    Italy

    Grazie per la disponibilità con cui mette sempre a disposizione di tutti il suo lavoro su internet,

    con profondo rispetto, gratitudine e stima
    Francesco Gelmini

  36. egidio ha detto:

    quando si parla di sinistra che ha sposato in pieno la visione capitalistica e si fa riferimento ad una data precisa ( 1989 caduta del muro di Berlino) secondo me non si tiene conto che già negli anni 70 e prima ancora con Togliatti la sinistra aveva abbracciato la tesi capitalistica.
    altrimenti non si capisce che il deteriorasi della ideologia proletaria e della lotta di classe a livello sindacale, politico e in genere nel campo ideologico, non può essere solo conseguenza di un capovolgimento esterno , ma di un progressivo abbandono a livello interno della sinistra, della volontà di battere il capitale e organizzare su basi ideologiche alternative le classi sfruttate.
    non dimentichiamo le battaglie per la ricostruzione di movimenti e organizzazioni alternative al pci hanno comportato sacrifici anche combattendo il terrorismo.
    tutto questo perchè non ritengo si debba trascurare un pezzo importante di storia del movimento giovanile ( marxista-leninista) che l’ideologia dominante ha bollato come terrorismo. ci sono stati invece processi nuovi anche se poi falliti. ma io credo che bisogna partire nell’analisi ideologica da molto più lontano per capire la trasformazione interna della “sinistra” .

  37. Giuseppe ha detto:

    Salve Diego
    Sono un docente di filosofia tornato a casa dopo 40 anni di insegnamento. Ho sentito la necessità di scrivere un libro di didattica filosofica dal titolo: Il pensiero determinativo”. Ho preso spunto da Heidegger quando afferma in una sua intervista, “È necessario insegnare a pensare, il pensiero educato ci fa scoprire la bellezza delle idee”. Oppure Derrida quando ci invita a riflettere che non c’è nulla “fuori testo”. Magari Marx: “I filosofi fino ad oggi hanno solo interpretato il mondo in vari modi, ma il punto ora è di cambiarlo”. Oppure Hegel: “Lo spirito oggettivo è lo spirito in quanto si libera della sua individualità e soggettività, e attua la propria libertà in intuizioni storiche concrete che sono il diritto, la morale, l’eticità”. Per concludere con Wittgenstein: “Scopo della filosofia è la chiarificazione logica dei pensieri. La filosofia non è una dottrina, ma un’attività.” Tu sei, secondo il mio modesto giudizio, la personificazione del filosofo che io immagino di identificare nel mio saggio. Mi piacerebbe tanto che tu potessi offrirmi un giudizio sulle mie ipotesi. Un saluto affettuoso. Con ammirazione Giuseppe Visciano

  38. Daniela Gardina ha detto:

    caro diego, sono su facebook dal 2009. ho scoperto la tua figura e, soprattutto, il tuo pensiero che condivido in toto. da circa un anno mi accorgo che, piano piano, se condivido o plaudo alle tue affermazioni, facebook mi blocca. disattivo l’account diverse volte fino a disattivarlo definitivamente questa estate. da pochi giorni ho provato a “rientrare”: in un paio di entrée mi limito a leggere, copiare scritti che mi interessano, poesie, libri, ecc. oggi mi capita di condividere con un “mi piace” una tua affermazione e subito facebook mi blocca………..coincidenza? mi dispiace. su facebook ho conosciuto poesie, autori, poeti, libri, aforismi e quant’altro. ho pochissimi contatti e………….condivido in assoluto il tuo pensiero…………..non sono degna di far parte di questo social……….!!!!!!!!!!!

  39. bruno bruno ha detto:

    Buonasera sig Fusaro,
    Come mai non cita mai la massoneria nazista del Bilderberg,ho letto Kalergi,e Daniel Estulin,
    sembrano esattamente il riassunto dei Suoi discorsi .
    saluti bruno

  40. fernando ianeselli ha detto:

    Ciao Diego. Seguo con interesse la tua attività di ricerca, formazione e sensibilizzazione ed ho visto che ti stai interessando anche all’epopea delle migrazioni.
    Per questo ti voglio segnalare la mia opera Quo vadis, storie di migranti che è stata appena pubblicata in Dvd.
    E’ un grande affresco musicale e visuale che si propone di raccontare e far riflettere.
    Per informazioni più precise e complete puoi visitare la mia pagina Fb oppure l’omonima pagina dedicata: https://www.facebook.com/BRBquovadis/

  41. Enzo Tarax ha detto:

    Ciao. Ho letto in parte il tuo libro e mi è piaciuto molto perchè scritto con in linguaggio impeccabile e perchè è un condensato dei principali teoremi essenziali per leggere la realtà odierna. Dopo averlo perso in biblioteca adesso l’ho comprato perche’ mi serve molto tempo per poterlo assimilare bene. il profilo a cui è rivolto il libro è un pò altino, Non e’ come leggere la premiata ditta sorelle Ficcadenti! Approfitto per farti una domanda su un’altro argomento: il terrorismo. Hai scritto che con la scusa del terrorismo si attivano misure modello patriot act per poterci controllare, è possibile avere qualche esempio riferito alla vita quotidiana? Grazie, ciao.

  42. Francesco Gelmini ha detto:

    Buongiorno prof Fusaro, scusi il disturbo, Le scrivo solo per consigliarla di unirsi alla filosofa Luisa Muraro, in quanto anche lei recentemente si è occupata criticamente delle polemiche sull’ utero in affitto, anche lei spesso si è opposto alla mercificazione dell’ utero delle donne, già ora molte donne tra noi portano avanti la gravidanza come se fossero solo delle incubatrici dei loro figli vantandosi di vivere come se niente fosse, come ha detto Silvia Vegetti Finzi nella sua presentazione del libro della psicoanalista Pigozzi sul plusmaterno . Mi piacerebbe che non venisse fatta violenza ai bambini sottoponendoli a 9 mesi di vita intrauterina in cui non saranno amati perché poi tanto saranno venduti come merci ed in cui dovranno affrontare prima 9 mesi in un incubatrice umana in cui non saranno amati e poi l’ incontro con una madre diversa dalla madre incubatrice . Ora chi si occupa di cuccioli di cane sa che lo svezzamento riuscito male può causare dei problemi al futuro cane e vorrei che venisse fatta chiarezza su queste pratiche, perché a me non sta bene che venga fatta violenza sui minori : sia da parte delle madri che si vivono come incubatrici senza che la relazione con il loro bambino nella pancia sia intensa sia da parte di chi compra e vende bambini come se fossero merci normali . Basta !

  43. Marie ha detto:

    Finalmente un intelletto lucido e cazzuto ! Condivido tutto ma proprio tutto….
    Non mollare, la vera Rivoluzione e’ quella della Speranza !

  44. Lamberto ha detto:

    Caro Prof. Diego, come Marie, anche io condivido tutto ma proprio tutto del suo pensiero. Purtroppo vedo ogni giorno nel mio lavoro come quello che lei definisce il pensiero unico dominante si stia impadronendo ogni giorno di ogni campo di azione. Anche nel mio campo, io faccio il commercialista il mondo anglofono e globalizzante detta regole e leggi che ci vogliono far perdere le radici della nostra cultura contabile. Siamo stati costretti a recepire principi contabili di origine anglosassone e quindi redigere bilanci sostanzialmente di natura finanziaria rispetto ai nostri di natura economico patrimoniale. Ciò esclusivamente per motivi di natura mercantilistica e speculativa. L’impresa non viene più considerata come ente creatore di ricchezza per tutti gli attori che la compongono, esclusivamente come mezzo di speculazione all’unico ed esclusivo fine della produzione di un reddito massimo ed immediato. Così facendo si confonde l’ economia come mezzo per accrescere il benessere con la speculazione, che è altra cosa, ed il cui significato a mio parere rappresenta una negatività economica perché mira a distruggere qualcosa o qualcuno a favore di chi non vuole regole. Purtroppo quello che doveva essere l’eccezione è divenuto la regola e le conseguenze sono quelle che Lei con i suoi lucidi e puntuali interventi stigmatizza e critica. Purtroppo io rispetto a lei non sono così fiducioso sul futuro e sulla vittoria della ragione rispetto al l’arroganza e tra costanza dello strapotere finanziario che sta letteralmente divorando il benessere diffuso che si era riusciti a realizzare in Italia. Molto altro avrei da dire e condividere con i suoi lucidi interventi in ogni campo ma chiudo qui ritenendo di essermi già dilungato più del normale e vorrei chiudere con l’augurio e la speranza che la forza delle sue idee riesca a sconfiggere l’arroganza della finanza.

  45. Francesco Gelmini ha detto:

    Buongiorno Diego Fusaro, scusi il disturbo, sarò breve : il mio intento è quello di proporre una spiritualità per l’ uomo del terzo millennio, il punto è quello di riscoprirci figli di qualcuno, non importa se di Dio, della natura, del linguaggio, della comunità, purchè si riconosca che la propria venuta al mondo è anche un dono fattoci da una realtà su cui non abbiamo piena disponibilità e che quindi deve indurci ad uno stato di gratitudine, umiltà, accettazione di un limite per il nostro agire . Ben vengano le sollecitazioni in questo senso che ci vengono dalla nostra tradizione, da Atene da Roma e da Gerusalemme . La mia piccola sollecitazione è quella di reimparare a concepirci come figli e smettere di concepirci come orfani in rivolta contro ogni forma di realtà a cui dobbiamo la nostra esistenza con gratitudine . Nel discorso sulla tracotanza e sulla superbia dell’ uomo contemporaneo e del post umanesimo futuro forse è il caso di ricordarci di tutti i miti in cui l’ arroganza degli uomini che vogliono diventare il sole di se stessi viene sempre punita ed anche la vicenda di quell’ angelo ribelle ed in rivolta con Dio . Forse è un trascendentale della condizione umana il fatto che l’ autoconsapevolezza umana si è ritrovata ad emergere dalla natura e che ogni volta deve scegliere dentro di sé tra il tradimento della sua origine o il riconoscimento della sua origine dalla natura e la riconciliazione con essa, l’ uomo di oggi davanti alle sfide del finanzcapitalismo, del postumanesimo e del pensiero unico deve scegliere la riconciliazione con le proprie madri e con i propri madri e la gratitudine verso di essi . Dobbiamo ripudiare il mito del figlio orfano sradicato apolide in rivolta contro ogni limite e votato alla rovina, meno Lapo e più Telemaco . Francesco Gelmini

  46. Alessandro N. ha detto:

    CIAO DIEGO-TI HO VISTO QUALCHE VOLTA DA PARAGONE -SEMPRE BRAVISSIMO -E RITENGO CHE LA CHIUSURA SIA DOVUTA AI 18MEURO CHE HANNO DATO A CAIRO X ATTIVITA’ SP0RTIVE ( GIRO D’ITALIA ECC,)+ QUELLO CHE NOI NON SAPPIAMO !. TI HO VISTO OGGI sulla tv SETTE DALLA PANELLA E LI SI PARLAVA DELLA ONG ..””SOLE TERRE “”- TI DICO SOLO CHE ANNI FA DOPO UN SERVIZIO SULLE IENE DEL GIORNALISTA CON I BAFFI ALLA MONGOLA ( IN AFRICA X I POVERI RAGAZZI CON BRACCIA E GAMBE TAGLIATE COL MACETE ) PENSAI AD UNA DONAZIONE. MA LEGGENDO I BILANCI CHE ALLORA COMPARIVANO SUL SITO DELLA ORG HO VISTO COSE ….”inenarrabili” del tipo compensi stratosferici per i consiglieri del C.D.A. E attività tipo 2 meuro CON INVECE 5meuro nei depositi bancari….?!?!?!?!?-oggi guardando sul sito vedo in due bilanci stringati e non tutti quelli degli ultimi 10 anni( relegati nelle ultime su pagine di attività( senz’altro lodevole !) la voce crediti esigibili ( da chi ? ) di circa 2meuro su un bilancio di 4/5 meuro ?…. e senza l’evidenza dei compensi del C.D.A, – RIESCI…. TU CHE PUOI A FARE UNA BELLA RICHIESTA in merito per vedere …..dove vanno a finire…I..DINDINI…???BUON LAVORO.E COMPLIMENTI PER LE IDEE CHE RIESCI A PORTARE IN CAMPO.ALESSANDRO N.

  47. Francesco Gelmini ha detto:

    Buonasera Diego Fusaro, scusi il disturbo, sono a chiederle se potrebbe aiutare la filosofa Michela Marzano nelle sue battaglie sulla legislazione circa i siti pro ana pro mia che inducono tante adolescenti del nostro paese ad atti autolesionistici per quanto riguarda l’ astinenza dal cibo, le diete radicali e le pratiche di autoinduzione del vomito . So che queste sono battaglie secondarie rispetto a conflitti maggiori delle nostre società ma oggi ho letto un articolo sul resto del carlino in cui questa filosofa raccontava dei ritardi italiani su questi fenomeni rispetto alla Francia : in cui le foto quando sono ritoccate è segnalato, in cui c’è un limite per le modelle sotto a cui non è permesso sfilare ecc ecc . Mi piacerebbe che gli intellettuali italiani si unissero perché nell’ articolo dicevano che ci sono delle proposte di legge di cui poi nessuno si è più occupato . Io sono un educatore di una comunità per minori e sono molto sensibile a queste tematiche, invece di parlare per mesi e mesi di femminicidi un modo per difendere concretamente le donne del nostro paese è molto concretamente favorire questi iter legislativi . Grazie per quanto condivide su internet del suo lavoro, con profondo rispetto e stima, Francesco Gelmini

  48. Pietro Melis ha detto:

    Oggi ha difeso a coffee break (Ia 7) l’uscita dall’euro su cui sono stato sempre d’accordo. Ma mi dispiace che lei non abbia usato l’arma invincibile della considerazione che vi sono Stati dell’UE che hanno conservato la moneta nazionale (Svezia, Danimarca e Inghilterra che sta per uscire dall’euro pagando circa 40 miliardi). E non capisco perché l’Inghilterra li debba pagare se ha contribuito per 17 anni a fianziare i fondi comuni europei. Comunque la sterlina sta volando alla faccia dei fanatici dell’europeismo. L’Italia ogni anno partecipa ai fondi comuni europei per circa 17-20 miliardi avendne in restituzione solo poco più della metà Si tratta di miliardi che avrebbero potuto essere investiti in Italia. Avrebbe dovuto aggiungere che il debito pubblico non esisterebbe se i titoli di Stato non appartenessero per2/3 alle banche che usufruisce di finanziamenti della BCE a basso interesse per poi lucrare con gli interessi che le banche richiedono a chi chiede dei prestiti. Il reddito dei BTP che apparengoo ai cittadini viene reinvestito nei consumi che aumentano la produzione e dunque l’occupazione, per cui il debito pubblico si risanerebbe da sé con un maggiore introito dello Stato derivante da una maggiore occupazione. Avrebbe poi dovuto considerare che l’uscita dall’euro non cambierebbe alcunché sul piano dell’economia interna perché le imprese per non perdere quote del mercato interno dovrebbero adeguare i prezzi alla minore capacita di acquisto della nuova lira (pesante) pur svalutata rispetto all’euro (ma l’inflazione sarebbe assai inferiore come nel 1992) metterebbe in ginocchio la Germania perché non potrebbe reggere alla concorrenza dei prodotti italiani che costerebbero assai meno. L’euro è una moneta straniera in quanto è il marco travestito da euro con in più la mancanza di flessibilità della moneta. Infine mi domando perché l’Italia uscendo dall’euro dovrebbe, come l’Inghilterra pagare una sorta di penale. E tutti i soldi che l’Italia ha regalato per17 anni all’UE dove li mettiamo? Sesifanno bene i calcoli uno Stato come l’Italia e lInghilterra nulla dovrebbero all’UE a compensazione di tutti i soldi versati nei fondi comuni europei anche per finanziare una burocrazia di parassiti quale è quella dell’UE. E che dire della Svizzera che continua a conservare il franco non facendo nemmeno parte dell’UE?

  49. Davide De Santis ha detto:

    Egregio Sig. Fusaro,
    secondo il mio modesto parere l’inizio del capitalismo odierno è incominciato prima del crollo del muro di Berlino.
    Negli anni 80, con i governi della Thatcher e di Reagan e in Italia con l’avvento dei programmi Mediaset che ci spingevano a imitare l’american way of life, tutto era già cominciato.
    Grazie e cordiali saluti!

  50. Massimo Milazzo ha detto:

    La nostra bella società avrebbe bisogno di più filosofi del suo calibro, perché no al governo di questo paese.
    Tutta la mia stima verso di lei!

  51. Francesco Gelmini ha detto:

    Buongiorno Fusaro, condivido molto la sua difesa del presepe . Secondo me la famiglia come luogo dell’ origine indisponibile del singolo è la metafora perfetta del luogo dell’ origine indisponibile collettiva, dei popoli ma anche dell’ umanità tutta, di tutto quanto vi è di indisponibile nelle realtà prime e nelle realtà ultime . Oggi si parla tanto con il nuovo realismo dell’ inemendabile, di ciò che non è alla portata umana e quindi è reale perchè inviolabile e inscalfibile dall’ umano e quindi dotato di una precisa e concreta oggettività, ma per l’ autoconsapevolezza è reale tutto ciò che è indisponibile, tutto il gran tesoro delle cose prime e delle cose ultime, delle origini e degli esiti individuali e collettivi, parliamo di sacro, religioso, spirituali, del numinoso stupendo e tremendo . Per questo nella guerra contro il presepe vi è una guerra contro le realtà indisponibili per l’ autoconsapevolezza umana, le realtà prime e le realtà ultime, mentre nel presepe in cui la madre culla il bambinello possiamo vedere una metafora dell’ autonomia nella relazione ( come quando una madre aiuta un figlio a muovere i suoi primi passi, quei primi passi che lo porteranno sempre più distante da sua madre ) . C’è una guerra della volontà di potenza occidentale, nel suo mito di libertà e ribellione contro tutto e contro tutti, contro il rapporto tra l’ autoconsapevolezza umana e le realtà a lei indisponibili ( con le sue origini prime e con i suoi esiti ultimi ) . Dobbiamo avere cura della nostra tradizione spirituale cristiana in cui è molto presente la famiglia, famiglia che sempre ci rimanda a quanto vi è di indisponibile nella nostra vita singola ma anche nella nostra vita collettiva . Ma come difendere l’ indisponibile in un mondo che vuole mercificare tutto e quindi in cui tutto deve essere disponibile ? ma sui trascendentali dell’ autoconsapevolezza umana e su quel trascendentale che è il rapporto necessario che essa deve intrattenere con l’ indisponibile dobbiamo vigilare . Forse un domani se emergerà un’ autoconsapevolezza dall’ intelligenza artificiale saremo in due, la nostra autoconsapevolezza e la sua, a porci insieme il problema del rapporto con le realtà indisponibili, le prime e le ultime, a porci insieme l’ eterno problema del nostro rapporto con Dio – Francesco Gelmini

  52. Marzio ha detto:

    Solo una piccola nota.
    Secondo me è un errore interagire con cose come la Zanzara, che sono solo spazzatura e inqiunanti dell’intelligenza.

    Saluti Marzio

  53. Bruno ha detto:

    L’ho sentito su sky tg 24 lo condivido in tutto e per tutto ma purtroppo attualmene in Europa nessuna nazione ha potuto realizzare cio che dice anzi i paesi dell’est si sono buttati nella NATO e il capitale apolide ci ridurrebbe peggio della Grecia a causa del nostro alto debito

  54. Davide De Santis ha detto:

    Che fastidio che provo quando vedo Fusaro parlare nei talk e gli altri ospiti fanno dei sorrisi ironici come se stesse parlando lo scemo del villaggio. Si può non essere d’accordo con le sue opinioni ma questi sorrisetti li trovo altezzosi ed arroganti!
    Grazie e cordiali saluti!
    Davide De Santis

  55. Fidel ha detto:

    Il primo che, avendo cintato un terreno, pensò di dire questo è mio e trovò delle persone abbastanza stupide da credergli fu il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, quanti assassinii, quante miserie ed errori avrebbe risparmiato al genere umano chi, strappando i pioli o colmando il fossato, avesse gridato ai suoi simili: guardate dal dare ascolto a questo impostore! Se dimenticate che i frutti sono di tutti e la terra non è di nessuno, siete perduti!
    Com’è possibile far coesistere questo pensiero di Jean-Jacques Rousseau con il concetto di sovranità di un paese? O di cittadinanza? Se è proprio il concetto di proprietà privata ad aver dato origine alla disuguaglianza sociale? Com’è possibile secondo Lei che un Marxista come Castro riesca a far convivere il motto O Patria o muerte con la filosofia di Rousseau?

  56. Alfredo ha detto:

    Salve Sig. Fusaro. Sono un ex dirigente sindacale Filcams CGIL, ex dirigente FIOM CGIL, e, oramai da molti anni, un operaio saldatore. Nei primi anni 80 mi fidanzai con la sorella di ex terrorista delle brigate rosse. In quel contesto di amicizie ebbi modo di avvicinarmi a Marx e a Lenin. I loro scritto furono per me l’aprirsi di un mondo nuovo che mi davano il “La” sui rapporti di produzione esistenti, e tutt’ora. Le mie letture? : Concezione materialistica della storia; Salario e capitale, Il “Che fare?” L’ Ideologia tedesca;Il Manifesto del Partito Comunista; Salario e profitto; La sacra famiglia; La rivoluzione tedesca ; Miseria della filosofia; Per la critica dell’economia politica e quant’altro fosse stato utile a suo tempo per formare la mia visione critica dell’esistente, compreso varie letture degli esponenti della scuola di Francoforte. Le confesso che trovo appagante il fatto che un giovane filosofo come Lei sostenga di fatto una visione, e più specificatamente una chiave di lettura di tipo Marxista, degli attuali rapporti di produzione. Personalmente non detengo quei requisiti dottorali e di insegnamento che Le appartengono, pertanto mi limito a diffondere, oramai da molti anni il metodo Marxiano per una corretta lettura della realtà, non intesa come “rappresentazione del mondo” ma semplicemente come metodo e/o analisi – al pari di quanto avviene nella chimica- (parole di Marx) del mondo reale. Caro Diego, alla mia età (55 anni suonati) non ho più le energie, ne i mezzi, per denunciare l’inumanita’ della condizione umana ( come direbbe Fromm). Come direbbe un frikkettone di vecchio stampo ” sono contento che Lei esista” continuo così, abbiamo bisogno di giovani come Lei…i nostri figli ne hanno bisogno. Cordiali saluti.
    Inviato da iPhone

  57. Emanuele ha detto:

    Ciao Diego, stimo molto il tuo lavoro.
    Sto riscontrando una difficoltà incredibile nel trovare un lavoro part-time nel mio settore. O full time (come sono attualmente impiegato) o niente. Lavoro in ambito informatico. In generale ritengo che la riduzione dell’orario di lavoro sia l’unica via auspicabile per il compimento di una società socialista ed equa. La cosa che più mi scandalizza di questa resistenza alla mia libertà individuale è il collettivo asservimento a questo modello. Per cui “ringrazia se hai un posto di lavoro full-time a tempo ‘indeterminato'”. Eppure se lavorassimo tutti di meno, ci sarebbe più lavoro per tutti. Invece il capitalismo vuole gli “iperlavoratori frustrati” e i “disoccupati impotenti”, in modo che queste due divisioni della società si temano a vicenda e mantengano quell’equilibrio terroristico voluto dal capitalismo.

    Cosa ne pensi?

  58. Salvatore ha detto:

    Salve devo essere sincero, io non la conoscevo. ieri per caso ero sintonizzato su la 7 ed ho ascoltato le poche cose che le hanno lasciato
    dire (il conduttore mi è sembrato cercasse di troncare sbrigativamente le sue considerazioni sia di politica estera che interna). Ho pensato: “finalmente qualcuno che ha il coraggio di dire la verità !”. Ci stanno prendendo in giro su tutti i fronti, dalla politica internazionale (Siria) a quella nazionale e i giornalisti come i politici sono quasi tutti allineati !. Non bisogna essere dei geni per capire che ci stanno raccontando un sacco di frottole e che la politica indirizzata verso la sempre più spinta globalizzazione segue un disegno ben preciso e ci purtroppo porterà alla rovina.

  59. Francesco Gelmini ha detto:

    Buongiorno Fusaro, scusi il disturbo, le dobbiamo essere grati per tutto il suo percorso ma temo che la riduzione della sostanza a soggetto non sia la strada corretta per la comprensione dell’ essere . Nel mio piccolo penso che se vogliamo avere un punto di vista non antropocentrico e non etnocentrico sull’ essere dobbiamo incominciare a guardarlo con occhi meno viziati dalla nostra prospettiva di esseri umani occidentali di questa attualità . Come facciamo a fare il bene del nostro pianeta se non riusciamo a concepirlo come qualcosa di altro dall’ essere umano e dai suoi prodotti ? io penso che la riduzione della totalità dell’ essere a sostanza vada nella stessa direzione del capitalismo occidentale e della sua metafisica implicita, l’ essere non è riducibile ad un produzione umana così come non è riducibile ad una merce o ad un fondo a disposizione dell’ essere umano per i suoi vari tipi di interesse .
    Dobbiamo ampliare la nostra prospettiva ed incominciare a sentirci parte di una totalità più grande in cui ci è capitato di ritrovarci ad esistere come parti di questa totalità capaci di autocoscienza ma questa totalità non ci prevede necessariamente, può fare benissimo a meno di noi . Nel mio piccolo penso che le sfide filosofiche future ci chiedano di provare a pensare a valide alternative all’ antropocentrismo implicito nella dialettica della soggetto oggettività con la sua metafisica antropo-cratica .

  60. Lo Cascio Salvatore ha detto:

    La porto a conoscenza di fatti unici e particolari della storia Italiana che ormai da troppi viene oscurata! Le chiedo soltanto , se vorrà, di mettere in evidenza ciò che realmente accade all’interno dello Stato Italiano. Ogni mia parola o fatto è documentabile. Inquinamento falde acquifere a cui attingono tutti i cittadini romani. Il Sindaco nasconde la denuncia, il Prefetto garantisce il non intervento, ACEA ATO 2 s.p.a riscuote in bolletta raccolta e depurazione che non fà, legalizzando chi inquina e garantendo percentuali a deputati e senatori che coprano eventuali denunce. Richiesta intervento al Capo dello Stato garante di legalità da parte di tutti i Pubblici Ufficiali. E’ tempo che mi si aiuti a risvegliare la coscienze di quanti seduti su comode poltrone non garantiscono le leggi che lo Stato impone. Intendo ancora mettere in evidenza che l’ Art. 40 comma 2° del Codice Penale recita: “non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a caginarlo. E’ un argomento che nessuno sino ad oggi ha voluto evidenziare: Giornali, Giornalisti, Tribunali diritti umani, Senatori, Deputati, Sindaci, Capo dello Stato. Spero che mi aiuterete a risvegliare le coscienze di tanti Italiani che si lasciano abbindolare da false demagogie politiche. Con Onore Lo Cascio Salvatore.

  61. Gabriele Colautti ha detto:

    Professore, sono spaventato. Ho letto adesso la bozza del Contratto 5Stelle-Lega pubblicato dall’ HuffPost. Mi ha colpito il “Comitato di conciliazione” che mi puzza di Gran Consiglio… Mi conforti lei e mi dica che sono un pazzo se penso che sia in atto un colpo di Stato. Grazie ed i migliori auguri per il suo splendido lavoro.

  62. Francesco Gelmini ha detto:

    La mia impressione è che a livello spirituale si voglia far deviare il desiderio di immortalità e di infinito presente nell’ animo umano verso l’ infinito e l’ illimitato del consumismo compulsivo, da qui la venerazione per gli status symbol e per gli oggetti del mondo della moda, vi è una dimensione di profonda necrofilia in tutto questo perché l’ uomo invece di venerare delle proiezioni dei propri desideri di immortalità e di infinità venera degli oggetti votati alla rovina e alla distruzione .
    Lo smarrimento di ogni autentico e puro anelito spirituale verso le dimensioni indisponibili, le radici prime e le dimensioni ultime dell’ esistenza, lo sradicamento dal nostro animo di ogni tensione ascensionale verso i cieli dell’ immortalità ci trascinano silenziosamente in una palude di venerazione per la necrofilia, perché per incentivare il nostro consumismo compulsivo i sentimenti più profondi del nostro animo vengono deviati dal cielo alla terra e dalle cose infinite alle cose finite e transeunti, così stiamo sempre come serpenti a strisciare nel fango, permeati intrinsecamente da una sorta di antispiritualismo di fondo, questa musica di sottofondo della nostra vita, questo ritornello necrofilo . Invece come si vede nella fine del secondo capitolo di Loro di Sorrentino rimane la nostra aspirazione a recuperare le nostre radici cristiane perché è stato all’ insegna del cristo che negli ultimi 2000 anni noi uomini occidentali ci siamo avventurati a calare il nostro sguardo nelle dimensioni indisponibili all’ autocoscienza umana .

    Francesco Gelmini

  63. Ciro MADDALONI ha detto:

    Ho cominciato a seguire, con grande interesse, i discorsi del Dottor Diego Fusaro.

    Trovo le opinioni del Dottor Fusaro certamente fuori dal coro dell’omogeneizzazione di pensiero a cui purtroppo la maggioranza di opinionisti, che oggi vanno per la maggiore, si sono accodati.

    Una sola cosa desidero evidenziare, ed e’ il conflitto che e’ dentro ogniuno di noi e che fa parte dell’essere umano.
    Questo conflitto si manifesta in funzione del ruolo che stiamo giocando in un preciso momento. Quindi se sono in quel momento un consumatore che sta acquistando un biglietto aereo, desidero sempre trovare la migliore combinazione al prezzo piu basso possibile.
    Ma se sono un lavoratore aereoportuale o della compagnia aere, aspiro ad avere un salario e condizioni ed orario di lavoro migliori.

    Questo conflitto fa parte dell’essere umano ed oggi supera di gran lunga il concetto marxiano di conflitto tra masse sfruttate e capitalisti sfruttatori.

    Il mondo di oggi avrebbe bisogno di piu’ altruismo, di piu educazione civica. Di pensare non solo a noi stessi come ombelico del mondo; unico centro di gravita’ esistente, ma dovremmo pensare anche agli altri intorno a noi.

    Come? Anche con piccoli gesti: se mi va di mangiare una pizza, scendo vado in una pizzeria ordino una pizza e la mangio. Non me la faccio portare a casa mentre piove. (neanche se e’ bello). Perche’ meglio che faccio due passi e che non ci siano persone costrette a fare 5 km in bici per portami a casa la pizza.

    Lo stesso se sono datore di lavoro di qualcuno, faccio in modo di dare quello che e’ previsto ed e’ giusto dare, non pago meta’ contributi oppure pretendo quello che non e’ previsto nella mansione.

    Ecco questo e’ il vero conflitto su cui dovremmo appuntare le nostre attenzioni, superando i concetti classici oggi non sempre applicabili

  64. Francesco Gelmini ha detto:

    Buongiorno, scrivo ancora per dire che sarebbe bello se interesse nazionale si occupasse anche dei problemi legati alle psicopatologie attuali dei giovani, penso in particolare ai disturbi alimentari per le ragazze e all’ emergere dell’ epidemia del ritiro scolastico e all’ isolamento per i giovani maschi, ci sono tante valide realtà in Italia che si occupano dei nostri giovani come Irpa, Aba, Jonas Onlus, il Minotauro di Milano, istituto Maria Selvini Palazzoli ed il mondo dell’ emdr con Isabel Fernandez, sarebbe proprio bello se anche il mondo della filosofia potesse dare il suo contributo alla cura dei nostri giovani .
    C’è un intero mondo di sofferenza dietro l’ apparente monocronia della movida permanente in cui ci sembrano incatenati i nostri giovani, non dobbiamo lasciarli soli, noi con la nostra partecipazione a questo mondo siamo corresponsabili delle sofferenze che questo stile di vita crea e noi adulti dobbiamo rispondere. Francesco Gelmini

  65. Francesco ha detto:

    Buongiorno

    Condivido completamente quello che dice, eccetto poche cose.
    Nella sua analisi dell’immigrazione di massa ha tralasciato un punto.
    Il Grande Capitale non solo ci guadagna nell’avere mano d’opera pronta ad accettare condizioni di lavoro sempre peggiori, con paghe sempre più basse, ma questi immigrati diventano a loro volta consumatori dei prodotti che il Grande Capitale offre (McDonald, Coca-Cola, sigarette, Aldi, Lidl ecc.)

    Le poche cose che non sono d’accordo ?
    Ad esempio in un dibattito televisivo lei scusava il fatto che nessuno vuole più fare il bagnino.
    Ai miei tempi era uno dei lavori più ricercati, perchè oltre a ritrovarsi con una paga per stare al mare, avevi “storie” a non finire con le varie tedesche, svedesi e via dicendo.
    Per cui proprio no, non riesco a capire come i giovani di oggi possano disdegnare un lavoro del genere, preferendo farsi i selfie in qualsiasi posto.

  66. Francesco Gelmini ha detto:

    Non sei una macchietta, sei uno dei migliori filosofi italiani, un domani la tua visione del mondo insieme a quella del canone minore della filosofia porterà a nuovi sviluppi anche in altri ambiti, i nostri ragazzi hanno bisogno di cure e di amore, non solo i migranti, pensiamo ai ritirati scolastici, ai disturbi alimentari, anoressia bulimia binge eating drunkoressia, vigoressia .
    Dobbiamo aprire gli occhi, molti italiani stanno male, dobbiamo tutti salire sulle spalle dei giganti e diventare giganti per occuparsi dei nostri giovani
    100 000 ritirati scolastici, Luigi Zoja lo dice, stanno arrivando nuove psicopatologie GRAVI e dobbiamo essere pronti
    cammineremo sulle spalle dei giganti, sulle spalle di Diego, diventeremo giganti e le affronteremo !
    per i nostri giovani che si meritano di essere felici
    Diego è uno dei più grandi filosofi italiani di oggi, con buona pace di tutti
    insieme a Severino, a Cacciari, a Rocco Ronchi e a Sini, che fortuna che sta a Milano e può dialogare anche con i centri Jonas, con l’ istituto Maria Selvini Palazzoli, con il centro aba anoressia bulimia e mettere anche la sua comprensione della società attuale al servizio di chi ogni giorno si spende VERAMENTE per il bene dei nostri giovani, altro che Saviano dall’ America,
    non lasciamo da soli i nostri giovani e onoriamo i nostri maestri,
    Francesco Gelmini

  67. marco moroni ha detto:

    Salve Diego, sono un coetaneo che ti apprezza molto e condivide la lotta al depensiero generale. Ti scrivo non per commentare le vicende quotidiane su cui sono pressoché d’accordo su tutto, ma per sottoporti ad una riflessione. Spengler nel suo “tramonto dell’ occidente” dichiarava che la nostra epoca sarebbe fiorita verso l’anno mille come espressione del pensiero e spirito cristiano e che i nostri tempi siano la fine di questa epoca. Se posso fare una similitudine con il mondo vegetale, credo come spesso si dice che l’ albero della cristianità sia nato dalle radici del mondo antico. In natura spesso accade che dalle piante a cui si secca l’ intero albero fuori dalla terra poi ricompaiono dei piccoli getti dalle radici alla base del tronco, da cui capita rinasca una pianta più bella della precedente. Quindi se l’ albero è lo spirito della cristianità, i fiori il medioevo, i frutti il rinascimento, i frutti marci la modernità, ed oggi siamo arrivati alla secchezza della pianta visto che la chiesa come la testa del pesce socratico è marcita ormai da tempo, facendo marcire tutto il corpo spirituale umano. Chi e quali possono essere i getti spirituali che rinascano dalle radici di questa vecchia pianta di quattro o cinquemila anni o più? Nel mondo non globalizzato per l’albero secco degli egizi arrivarono gli elleni con il loro spirito vitale a far rigettare la pianta, per loro arrivarono i romani, per i romani i germani,ma nel mondo globalizzato e omogeneizzato chi arriverà per noi? Gesù disse; “i tempi passeranno, ma le mie parole non passeranno mai”. veramente so di non sapere.

  68. piero ha detto:

    finalmente un Fusaro dentro un covo di vedove alla 7. le chiedo la sua ricetta per uscire dai 2500 miliardi di debito dell’italia .mai nessuno ne ha mai parlato, questo lo ritengo molto grave. ci illumini e divulghi il tema.

  69. Giorgio Degenhardt ha detto:

    I frutti che cadono non si chiedono che ne sarà dell’albero. Raccogliamoli, i loro semi serviranno per gli alberi di domani. Non ci sono anticorpi per proteggere tutto il mondo dal virus “genere umano” ma si può sempre vaccinarsi.

  70. Francesco Gelmini ha detto:

    non dobbiamo dimenticare i nostri studiosi che hanno scoperto i neuroni specchio, una base prelinguistica vivente ed infondata alla base della nostra empatia e dell’ essere aperti agli altri come esseri vivente
    questo è un altro pensiero contro l individualismo dominante

  71. Andre ha detto:

    Caro Fusaro,la esorto,qualora ce ne fosse bisogno,a perseverare nella ricerca e diffusione della verità.
    E quando accade che lei venga deriso,in qualche trasmissione televisiva,non si scoraggi.
    Tenga a mente che ci sono persone,spesso nell’ombra, che la ammirano e che le sono grate:menti ancora libere o che vogliono liberarsi.
    Con stima e simpatia
    La saluto

  72. Francesco Gelmini ha detto:

    Nemmeno dobbiamo dimenticare tutti coloro che dall’ interno della nostra tradizione spirituale giudaico cristiana e poi cattolica o protestante hanno tentato di cogliere le dimensioni indisponibili all autocoscienza umana : le radici prime e gli esiti ultimi, perché anche tutti costoro hanno voluto sporgere il loro sguardo fino alla visione della totalità del reale fino ad abbracciare tutte quelle dimensioni indisponibili all autocoscienza umana, il neo idealismo eco sistemico futuro prenderà tutte le scienze contemporanee la psicoanalisi lacaniana il canone minore della filosofia e anche tutto ciò che c’è di buono nella nostra tradizione spirituale e porterà tutto ad un piano più alto ! Francesco Gelmini

  73. Francesco Gelmini ha detto:

    sarebbe bello se ci fossero dei modi maggiori di divulgare il pensiero filosofico come i fumetti o dei cartoni animati o dei videogiochi, in modo da essere divulgativi, divertendo, perché la filosofia è bella e può essere resa bella, quindi secondo me non sarebbe male associare il pensiero filosofico a cose divertenti e piacevoli .

  74. Emanuele ha detto:

    Buonasera Prof. Fusaro,
    ho visionato con moto interesse il suo video Youtube sull’edonismo e cinismo. Purtroppo però i commenti sono disabilitati e vorrei porle un quesito:
    Si può definire “edonista” un individuo, che si priva volutamente di qualcosa nell’immediato, e da per certo che ne trarrà maggior godimento quando l’avrà ottenuta dopo un determinato lasso di tempo.
    Per esempio, non mangio dolci per alcuni giorni perchè sono sicuro che quando lo farò nel fine settimana proverò un godimento assai maggiore.
    Oppure l’edonista cerca di ottenere il maggior godimento nell’immediato e nel domani si vedrà?

    • Emanuele ha detto:

      Scusi, intendo una persona che è disposta a soffrire intenzionalmente privandosi di qualcosa per poi godere maggiormente quando l’avrà ottenuta. Grazie se vorrà rispondermi.

  75. Francesco Gelmini ha detto:

    Io vorrei che l’ Italia diventasse un paese dove la psicoanalisi ed il pensiero filosofico possano avere il loro pieno riconoscimento, vivere incontrarsi, nel nostro territorio abbiamo Massimo Recalcati, Alex Pagliardini, Cimatti, Ronchi, Di Ciaccia, la Pigozzi la Fiumano ma perché tutto questo patrimonio deve rimanere chiuso agli altri ? l’ Italia deve sfruttare tutto il suo potenziale di sapere, in Italia abbiamo degli psicoanalisti ottimi, abbiamo avuto dei grandi maestri, abbiamo delle grandi istituzioni psicoanalitiche e psicologiche, la psicoanalisi lacaniana in Italia ha incontrato degli ottimi maestri, Fusaro ricordati sempre dei maestri italiani, non lasciare mai che il loro potenziale resti sotto utilizzato, io non voglio che di Pagliardini, Cimatti, Di Ciaccia, Recalcati, Leoni e di tanti altri si parli solo nei festival e nei libri, io voglio che diventino una presenza costante nell’ immaginario collettivo, perché si può fare, Recalcati ha fatto degli ottimi lavori divulgativi su Sky, si può comprendere Lacan, a volte basta un’ immagine, basta poco, tutto si può comprendere e far comprendere agli altri con l’ amore per il pensiero . Francesco Gelmini

  76. Giulia ha detto:

    Salve Fusaro, le scrivo per segnalarle un titolo che per via della sua filosofia Hegeliana dovrebbe piacerle e del quale desidero farne passaparola. È un romanzo la cui storia muta nel corso della narrazione divenendo un thriller, ricorda la dialettica Hegeliana in cui si incrociano la fenomenologia dello spirito e la coscienza che è universale e si scontra con le molteplicità delle autocoscienze con riferimento alle triadi. Diverso da tanti che ho letto, include la filosofia del Karma, la teoria del multiverso, accenna al Bardo Thodol. Avvincente e con una storia originale, sebbene per gli argomenti trattati e la spudoratezza nel raccontare la realtà dell’antagonista possano essere indirizzate a un pubblico avvezzo, contiene un tema universale che non è la storia in sé. Coinvolge e raccontando le storie parallele di un giovane uomo alla ricerca di se stesso, di risposte e dell’anima affine, vs la vita di un uomo rifiutato da ragazzino dalla madre e cresciuto con una vita rabbiosa, lascia supporre che esista altro, di più, a quanto invece ci appare ogni giorno la vita. Una mia amica vi ha trovato un’anima buddista nel tema che mi ha riassunto in: se vuoi migliorare il mondo, devi prima migliorare te stesso.
    Credo valga la pena del mio modesto passaparola.
    Il titolo è: Non commettere atti impuri – l’autore Alberto Bernardi.
    Sperando di averle fatto cosa gradita, le auguro una buona giornata.
    Giulia

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Diego Fusaro