“Da Trump a Salvini, domina il politicamente scorretto”. Così, dalle colonne del rotocalco turboglobalista “La Repubblica”, parlò Zucconi, il ciambellano del politicamente corretto di completamento del dominio tecnocapitalistico planetarizzato.


 

“Noi potremmo chiamarci la Congregazione degli Apoti, di ‘coloro che non le bevono’, tanto non solo l’abitudine ma la generale volontà di berle è evidente e manifesta ovunque”. (G. Prezzolini, lettera, pubblicata su “La Rivoluzione liberale”, n. 28, 28 settembre 1922)



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