Gli amori degli studenti Erasmus. Così, in termini ridicoli, sul quotidano mondialista e ultracapitalista “La Repubblica”. Continua il lavaggio globalista del cervello. In modo da ortopedizzare i giovani in senso “liberal” e cosmopolita, glamour e post-nazionale. Affinché si abituino presto a vivere come migranti delocalizzati.

 


“Per quanto sia innegabile che in tutte le epoche coloro che erano in grado di elevarsi a un mondo ideale furono sempre una minoranza, mai come al giorno d’oggi, per ragioni che posso passare sotto silenzio, questa minoranza è stata così ristretta”. (J.G. Fichte, La missione del dotto)



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