Se nascerà, il governo nuovo non sarà “giallorosso”, come taluni dicono. Di rosso non avrà nulla, se non il sangue dei lavoratori massacrati in nome del più Europa, più mercato, più globalizzazione. Nel quadro della sempre più evidente rifeudalizzazione dei rapporti sociali, l’odierna “macelleria sociale” all’insegna dei tagli dei diritti e dei salari e, in generale, del massacro dei lavoratori fa leva sul fatto che sul grembiule rosso delle sinistre appaiono meno visibili gli schizzi di sangue dei lavoratori e dei pensionati, dei precari e dei disoccupati. Il nuovo governo sarà giallofucsia: un governo di pura servitù a Ue, Usa, mercati, finanza speculativa. Un governo che estenderà i diritti civili del consumatore individuale, per nascondere la rimozione lineare dei diritti sociali del lavoro.





«Come massima disgrazia della nostra epoca, che non permette ad alcunché di pervenire a maturità, devo considerare il fatto che nell’istante prossimo si consuma quello precedente, si sprecano i giorni e si vive sempre alla giornata, senza combinare nulla». (J. W. Goethe, lettera del novembre 1825)







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