I cento talleri




Armando Marozzi,
PRASSI E REDENZIONE
Un viaggio nella dialettica negativa di W.T. Adorno
PREFAZIONE DI ROBERTO MANCINI

pp. 472 – F.to 11 x 18
Copertina a due colori
ISBN 978-88-6336-267-1   pdc € 20,00
Talle68

La storia puo’ apparire spesso come una successione ininterrotta di prevaricazioni e distruzioni, priva di qualsiasi razionalita’. Eppure, a uno sguardo piu’ attento, essa si rivela ben più complessa, frutto di una contraddizione permanente e tuttora aperta tra la logica del dominio, da un lato, e la cultura della dignita’ e dell’armonia con la natura, dall’altro. Lodare questa cultura senza smascherare quella logica e’ pura retorica. Ma giungere alla resa disperata nei confronti dei rapporti di forza vigenti nella società, credendo che la violenza sia l’unica sovrana nella storia, e’ non meno sbagliato. In tutta la sua opera Theodor W. Adorno ha cercato di svolgere il compito di analizzare le forme organizzate, sistematiche e “normalizzate” del dominio e della menzogna, peraltro senza mai chiudere lo spiraglio che lascia spazio alla speranza di un riscatto che porti alla luce il volto piu’ fedele dell’umanita’. La sua diagnosi della ragione occidentale mostra che essa non va liquidata, piuttosto va guarita da quel virus del totalitarismo che la rende delirante. Solo passando per questa radicale autocritica la ragione potra’ divenire un’energia di lucidita’ necessaria all’azione impegnata nell’autentica trasformazione storica, quella che promette di avvicinare l’umanita’ a una condizione di vita che non sia una sventura. Questo libro esplora il percorso di Adorno sapendo evidenziarne i passaggi e le implicazioni con grande chiarezza. Il testo riesce anche a restituire la nitida percezione di come, nel tempo del capitalismo totalitario, la lotta tra il vortice del dominio e la forza nonviolenta della dignita’ ci riguardi direttamente ogni giorno.

Armando Marozzi e’ nato ad Ascoli Piceno nel 1991. E’ laureato in filosofia all’Universita’ di Macerata dove continua i suoi studi rivolgendo particolare attenzione al pensiero di Hegel e Marx nella prospettiva di un nuovo pensiero che possa proporsi come valida alternativa al neoliberismo.

Bertrando Spaventa,
a cura di Giuseppe Landolfi Petrone,
QUATTRO ARTICOLI SULLA FILOSOFIA TEDESCA
(Kant, Fichte, Schelling, Hegel)

pp. 176 – F.to 11 x 18
Copertina a due colori
ISBN 978-88-6336-291-6   pdc € 20,00
Talle67

Per Bertrando Spaventa la filosofi a italiana poteva rinascere soltanto attraverso il ripensamento della filosofia classica tedesca, in quanto essa stessa frutto del pensiero di Tommaso Campanella e di Giordano Bruno. Se vi era un primato italiano, in questi autori andava cercato e non nelle forme più o meno mitiche esaltate da altri esponenti del Risorgimento. I quattro scritti che qui si presentano (alcuni ripubblicati per la prima volta), rispondono a un programma di lavoro che Spaventa si era proposto nel periodo trascorso in esilio a Torino tra il 1850 e il 1859: la ricognizione dei sistemi di Kant, Fichte, Schelling e Hegel, vale a dire delle forme più alte mai raggiunte dalla filosofia.

Giuseppe Landolfi Petrone si occupa prevalentemente della filosofia classica tedesca, con particolare riferimento al criticismo kantiano, e della filosofia italiana dell’Ottocento. Ha curato alcune edizioni italiane di opere di Immanuel Kant e di Johann Joachim Spalding per Bompiani; di Spaventa ha curato l’edizione degli Scritti sul Rinascimento per l’editore Serra (2011).
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Diego Fusaro