I cento talleri




Corrado Claverini,
UTOPIA CONCRETA
Pensiero utopico e ideologia in Niccolò Machiavelli e Tommaso Campanella
PREFAZIONE DI ANDREA TAGLIAPIETRA
POSTFAZIONE DI DIEGO FUSARO

pp. 176 – F.to 11 x 18
Copertina a due colori
ISBN 978-88-6336-242-8  pdc € 15,00
Talle66

E’ uso consolidato porre a confronto Niccolo’ Machiavelli e Tommaso Campanella contrapponendo il mero realismo dell’uno e l’astratto utopismo dell’altro. Tuttavia, alla base di questo confronto così impostato vi e’ un grave errore: infatti, di solito, non si tiene conto del fatto che entrambi pensano storicamente la profonda crisi che stava attraversando l’Italia del loro tempo. Il risultato di questo fuorviamento è che si fa di Machiavelli un mero scienziato che, con Il Principe, avrebbe scritto un trattato buono per tutti i tempi e per tutte le situazioni. Campanella, invece, non sarebbe altro che un astratto utopista totalmente disincarnato rispetto al suo tempo. In realta’, a rigore, il Segretario fiorentino e lo Stilese hanno in comune davvero molto se si considera il fatto che entrambi i loro capolavori filosofico-politici – Il Principe e La Citta’ del Sole – rispecchiano la crisi della loro epoca e, allo stesso tempo, cercano di risolverla con la proposta di una terapia. Il presente saggio è una rilettura del pensiero di Machiavelli e Campanella, accomunati per il fatto di essere grandi utopisti che pensano storicamente il loro tempo.

Corrado Claverini (Orvieto, 1989) e’ dottorando in Storia delle idee, Metafisica ed Estetica presso l’Universita’ Vita-Salute San Raffaele, è membro e segretario scientifico del Centro di Ricerca Interdisciplinare di Storia delle Idee (CRISI) e fa parte della redazione del “Giornale Critico di Storia delle Idee”. Allievo di Andrea Tagliapietra e Diego Fusaro, si occupa della tradizione filosofica italiana, del pensiero utopico e apocalittico, del tema della temporalità e della storicita’ e della “posterita’ spirituale” di Gioacchino da Fiore. Ha pubblicato Tommaso Campanella e Gioacchino da Fiore. “Riaprire il conflitto” a partire dal pensiero utopico e apocalittico (“Giornale Critico di Storia delle Idee” 11, 2014) e ha curato T. Campanella, Sulla magia (Alboversorio, Milano 2014).

a cura di Andrea Tagliapietra e Diego Fusaro,
RINGIOVANIRE IL MONDO
utopia e nostalgia del futuro
SAGGI DI
ANDREA TAGLIAPIETRA, DIEGO FUSARO,
ALFREDO GATTO, CORRADO CLAVERINI,
MARCO BRUNI, JANNA VOSKRESSENSKAIA,
FEDERICO NICOLACI, ALESSANDRO
MONCHIETTO E GIACOMO PEZZANO

pp. 192 – F.to 11 x 18
Copertina a due colori
ISBN 978-88-6336-245-9   pdc € 18,00
Talle65

Un clima fortemente antiutopico domina oggi su tutto il giro d’orizzonte. Esso trova la sua espressione più caratteristica in quel groviglio di “passioni tristi”, come le chiamava Spinoza, che, spaziando dalla rassegnazione all’insicurezza, dalla disperazione al senso di precarietà, presentano come comune denominatore l’assunzione del presente come orizzonte invalicabile: “non avrai altra società all’infuori di questa!”, continua minacciosamente a
ripetere l’ideologia presentista. Essa desertifica le aspettative dilatando illimitatamente i confini dell’esistente. Gli studiosi convocati in questa raccolta di saggi provano a riflettere su questo tema. Sia pure con approcci, visioni ed esiti differenti, essi sono mossi dall’unanime convinzione che, nell’odierno scenario del futuro assente, occorra tornare a esplorare il pensiero utopico come dimensione del possibile. Diventa, per questa via, possibile prendere congedo dall’ubiquitario senso di impotenza e di rassegnazione e tornare a progettare futuri alternativi, meno ingiusti del presente di cui siamo abitatori. Reincantare il mondo e conferire un senso alle fantasie politiche oggi mutilate costituisce, d’altro canto, la sola possibilità per non continuare ad agonizzare impotenti nel tempo della morte di Dio, l’evento che traccia l’orizzonte di senso del nostro presente.

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Diego Fusaro