Aedi del progresso, alfieri del verbo mondialista e “militonti” ancora fermi alla fase tolemaica pensano che l’immigrazione di massa sia un obbligo morale di riparazione dal passato coloniale occidentale. Non capiscono che l’immigrazione di massa come deportazione di massa è la continuazione del passato coloniale, la sua logica prosecuzione sotto mutati sembianti.


"E cosí come l’intelligenza umana – l’intelligenza, almeno, che non pensa dei composti – si comporta in qualche momento (infatti, essa non ha il suo bene in questa o quella parte, ma ha il suo bene supremo in ciò che è un tutto indivisibile, il quale è qualcosa di diverso dalle parti): ebbene, in questo stesso modo si comporta anche l’Intelligenza divina, pensando sé medesima per tutta l’eternità"' (Aristotele, "Metafisica")







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