Scrive Marx nel “Capitale” che, affinché possa imporsi il modo capitalistico della produzione, occorre che gli uomini siano liberi in due sensi: 1. Liberi di vendere la propria forza lavoro; 2. Liberi da ogni proprietà e da ogni avere, dunque costretti a vendere la propria forza lavoro per poter campare. È solo su queste basi che, ancora oggi, si può capire per quali ragioni un essere umano debba lavorare otto ore al giorno come rider o come servo delle multinazionali ecommerce che lo costringono a fare i suoi bisogni nelle bottiglie.












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