Così pontificò, nella sua usuale omelia domenicale, il demofobo Scalfari, dal suo sontuoso scranno presso la sede romana del rotocalco turbomondialista “La Repubblica”, ancora una volta glorificando il patriziato cosmopolitico delle élites no border nemiche del demos italico.


“Per quanto sia innegabile che in tutte le epoche coloro che erano in grado di elevarsi a un mondo ideale furono sempre una minoranza, mai come al giorno d’oggi, per ragioni che posso passare sotto silenzio, questa minoranza è stata così ristretta”. (J.G. Fichte, La missione del dotto)



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