Un surreale articolo del rotocalco mondialista “Vision” indica la via per la rinascita della sinistra. Da chi dovrebbe ripartire? Da Marx? Da Gramsci? Da Lenin? Da Lukács? No! Da… Zoro. Sì, da Zoro. Fine teorico della filosofia politica, esegeta dei classici del marxismo, raffinato interprete della modernità. Una sana risata zarathustriana è quel che ci vuole.


“Nell’imperialismo planetario dell’uomo tecnicamente organizzato, il soggettivismo dell’uomo raggiunge la sua vetta più alta, e da qui ridiscenderà al piano della uniformità organizzata e vi si instaurerà. Questa uniformità diviene lo strumento più sicuro del dominio completo – cioè tecnico – sulla terra. La libertà moderna della soggettività sorge completamente entro l’oggettività che le corrisponde”. (M. Heidegger, Sentieri interrotti)



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