A mo’ di ipotesi di lavoro, propongo la seguente definizione: la nostra è l’epoca del cogito interrotto. La cosa che dà da pensare è l’assenza di pensiero.


“Dobbiamo ora rivolgere l’attenzione alla presente condizione dell’anima che vediamo incrostata da mali innumerevoli, come Glauco, il dio del mare, la cui forma originaria può a mala pena essere distinta, perché parti del suo corpo sono state spezzate o corrose o completamente sfigurate dalle onde. Si sono poi aggiunte incrostazioni, erbe, pietre e conchiglie, per cui ora Glauco assomiglia a qualunque altro essere e non più a se stesso”. (Platone, Repubblica)






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