I banchi con le rotelle non sono un’invenzione per fronteggiare il Covid-19, contrariamente a ciò che vi dice il governo. Esistono da almeno 2 anni, prodotti da una azienda – guarda un po’ – statunitense. Tra l’altro, pensateci: se servissero a distanziare, sarebbero davvero pessimi, dato che si muovono e possono entrare in contatto reciproco. Basterebbe separare i vecchi banchi, come si faceva coi compiti in classe! E invece no: l’obiettivo è imporre, con l’emergenza Covid-19, un rimodellamento anche della scuola. Una scuola liquida, di atomi che si muovono e danno luogo a urti fugaci, mai a relazioni stabili nel tempo e nello spazio. Come nella sfera della circolazione delle merci. Inoltre sui banchi a rotelle non ci stanno i libri e i quaderni, per mancanza di spazio. Ci stanno solo i tablet. La digitalizzazione della scuola prevede la cancellazione dei libri e della scrittura cartacea. Tutto deve essere digitale. Ancora una volta, il Covid-19 è una grande opportunità per il capitale per attuare e velocizzare i propri progetti e le proprie tendenze: società liquida di atomi in movimento, con relazioni effimere a mo’ di urto istantaneo come quelle del mercato, senza più la cultura del libro e della carta.














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