“La partita europea dei nostri populisti”. Così titola l’omelia domenicale del demofobo Eugenio Scalfari, sul noto rotocalco turbomondialista “La Repubblica”, voce privilegiata del pensiero unico politicamente corretto al servizio delle élites dominanti.


«Solo in quanto io posso considerare questo stato come mezzo per il raggiungimento di uno stato migliore, come punto di passaggio a uno stato più alto e più perfetto, esso acquista un valore per me; io lo posso sopportare, rispettare, e realizzare lietamente in esso ciò che mi spetta, non per questo stato stesso ma nella speranza di un meglio che esso prepara». (J. G. Fichte, La destinazione dell’uomo)







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