Lo chiamano “debito pubblico” e lo combattono come tale: in realtà, sono scuole e ospedali, strade e servizi pubblici. La lotta liberista contro il debito pubblico è la lotta in nome della privatizzazione.


"Ogni uomo infine, all'infuori della sua professione esplica una qualche attività intellettuale, è cioè un "filosofo", un artista, un uomo di gusto, partecipa di una concezione del mondo, ha una consapevole linea di condotta morale, quindi contribuisce a sostenere o a modificare una concezione del mondo, cioè a suscitare nuovi modi di pensare". (A. Gramsci, "Quaderni del carcere")



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