L’euroinomane col turbo, Mario Draghi, torna a elogiare l’euro. Il solito discorso del padrone cosmopolita, che nel 2011 firmò la condanna a morte dell’Italia, cioè la letterina con cui la Bce ci imponeva le riforme liberiste lacrime e sangue. Uniti contro l’Unione Europea sempre!


«Il mio animo non può trovar posto nel presente né riposarvi un attimo, vien respinto da esso irresistibilmente; la mia intera vita scorre incessantemente verso il futuro e il meglio». (J. G. Fichte, La destinazione dell’uomo)



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