MARTEDÌ 11 DICEMBRE 2018
DALLE 14:30 ALLE 18 CIRCA
C/O IASSP – VIA VITTOR PISANI 6, MILANO
In Italia: 1,34 è la media di figli per donna (2017). Nel 2010 era di 1,46.
Nel mondo: La crescita globale della popolazione è del 1,1% all’anno.
Eravamo 1 miliardo nel 1800, saremo 8,4 miliardi tra 12 anni.
Il massimo tasso di fertilità è in Africa: da 3 a quasi 8 figli per donna, la popolazione del continente africano aumenterà di 62 miliardi l’anno fino al 2050 (ONU).

Ci sentiamo invulnerati da questi dati, tuttavia mostrano il volto delle nuove aspettative esistenziali indissolubilmente legate all’economico.
Anche in demografia come in economia c’è poco di naturale e di inevitabile, ma a differenza dell’economia, dove la maggioranza delle persone ha sempre torto, in demografia la quantità, i grandi numeri finiscono per avere sempre ragione.

Ma non è detto che sia una festa dell’abbondanza. Un apocalittico Lévi-Strauss antivedeva addirittura una implosione demografica da sovraffollamento, tanto per farla finita con questa festa dell’hybris.

Le migrazioni sono sofferenze generate da disequilibri quantitativi, al di là di ogni sacrosanta considerazione umanitaria e degli eccessi di panico, prima che vengano lenite ci faranno patire la dura legge degli urti (come nelle particelle elementari in fisica), cioè una forma di destabilizzazione temporale che già stiamo vivendo, in attesa dell’Avvento di “un solo pianeta, una sola umanità”. Ma forse solo l’establishment ha l’agio di attendere quell’Avvento. Il grande lusso che può concedersi una élite “consiste nel darsi i mezzi per evitare gli altri”, siano ultimi o penultimi.

Relatori:

F. Borgonovo – Giornalista, Saggista
L. Fontana – Ministro per la Famiglia e la Disabilità
D. Fusaro – Filosofo, Dir. Filosofia Politica
A. Meluzzi – Psichiatra, Saggista
M.R. Parsi – Scrittrice, Psicologa, Psicoterapeuta
I. Rizzi – Presidente IASSP


“L’umanità è uno strumento particolarmente idoneo alle espansioni imperialistiche ed è, nella sua forma etico-umanitaria, un veicolo specifico dell’imperialismo economico”. (C. Schmitt, Il concetto del politico)



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