Operaio travolto e ucciso da blocco di marmo. Aveva un contratto di soli sei giorni. Dov’è la schiera delle magliette rosse, dagli attici sontuosi di Nuova York, dal fastosi panfili di San Torpè e dagli sfarzosi palagi di Portofino? Non una parola di protesta. Non fa notizia, era solo un lavoratore. Di quella classe massacrata e umiliata, a cui i signori del globalismo e i loro cani da guardia intellettuali hanno portato via financo la dignità. Occorre invece ripartire di qui, dal lavoro e dalla classe che lavora: per ricostruire un fronte nazionale-popolare dal basso, che difenda i deboli contro i forti, il basso contro l’alto, il Servo precarizzato contro il Signore global-elitario.


“Colui che non sa, non è libero perché di contro a lui sta un mondo estraneo, un al di là ed un al di fuori da cui dipende, senza che egli abbia fatto per sé questo mondo estraneo e senza quindi che egli sia in esso presso di sé come in ciò che è suo. L’impulso al sapere, la spinta alla conoscenza, dai gradini più bassi fino al gradino supremo della visione filosofica, nasce solo dallo sforzo di superare quel rapporto di non libertà e di appropriarsi del mondo nella rappresentazione e nel pensiero". (G.W.F. HEGEL, Lezioni sull'estetica)



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