La politica, dopo il 1989, è ridotta pressoché integralmente a continuazione dell’economia con altri mezzi. Non accetta movimenti, fazioni e partiti che non abbiano giurato eterna fedeltà al verbo liberale: con l’ovvia conseguenza per cui, nel trionfo del falso pluralismo occultante la reale natura del totalitarismo glamour dell’economia di mercato, si confrontano sempre solo un liberalismo di destra, un liberalismo di centro e un liberalismo di sinistra. Quale che sia la parte trionfante, a vincere è il liberalismo, sia pure con intensità e colorazioni cangianti. Vince sempre il partito unico del capitale.


«Volgiamoci dunque al nostro passato, (...) per fare di questa nostra italianità, quale si venne realizzando lungo la nostra storia particolare, il nostro problema presente ed urgente, il segreto della nostra vita spirituale». (G. Gentile , "Il carattere storico della filosofia italiana")







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