Ricordatelo. Nell’allegoria platonica dell’antro (“Repubblica”, VII), i più pericolosi, nocivi e stupidi sono quelli che, là sotto, amano con ebete euforia le loro catene e – si direbbe oggi – il loro lockdown. Sono gli schiavi ignari, gli utili idioti che, con la loro obbedienza cieca e servile, mantengono in vita la struttura disciplinare e coattiva della spelonca. Non può sapere cosa sia la libertà chi non sia stato fuori dall’antro e non abbia visto altre immagini all’infuori di quelle che i signori dell’antro proiettano ogni giorno sul fondo della spelonca con un unico imperativo: “non v’è nient’altro all’infuori di ciò che state vedendo!”.














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