Gira in rete la foto di Aldo Moro in spiaggia: composto, olimpico, gravido di dignità. La foto viene contrapposta a quella di Salvini ignudo, baldanzoso e intento a trangugiare una polibibita zuccherina al Papeete, locale ipermondialista della movida della Erasmus generation borderless. Giusta la contrapposizione tra due epoche, quella del capitalismo borghese (Moro) e quella del turbocapitalismo postborghese (Salvini). È la stessa contrapposizione che trovate, ad esempio, tra un Togliatti, composto, dignitoso e serio, e un Renzi in tenuta da startupper o un Luxuria in tenuta da gay pride. Il capitalismo borghese, pur con le sue dosi di sfruttamento e di alienazione, era una cosa seria. Il turbocapitalismo postborghese, che ha rinsaldato sfruttamento e alienazione, non è più nemmeno serio. Lascia disgustati e, dove appare soddisfatto di sé, è necessariamente volgare.





"Che cosa è dunque il tempo? Se nessuno me ne chiede, lo so bene: ma se volessi darne spiegazione a chi me ne chiede, non lo so: così, in buona fede, posso dire di sapere che se nulla passasse, non vi sarebbe il tempo passato, e se nulla sopraggiungesse, non vi sarebbe il tempo futuro, e se nulla fosse, non vi sarebbe il tempo presente. Ma in quanto ai due tempi passato e futuro, in qual modo essi sono, quando il passato, da una parte, più non è, e il futuro, dall'altra, ancora non è? In quanto poi al presente, se sempre fosse presente, e non trascorresse nel passato, non più sarebbe tempo, ma sarebbe, anzi, eternità. Se, per conseguenza, il presente per essere tempo, in tanto vi riesce, in quanto trascorre nel passato, in qual modo possiamo dire che esso sia, se per esso la vera causa di essere è solo in quanto più non sarà, tanto che, in realtà, una sola vera ragione vi è per dire che il tempo è, se non in quanto tende a non essere?". (Agostino, "Confessioni")







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