Mi piace immaginarli, lassù, i padroni, un po’ come nel noto film di Fantozzi. Li immagino nel lusso, certo, ma anche nel divertimento: si divertono come matti, credo, a vedere che gli schiavi, là sotto, anziché organizzarsi per liberare se stessi e rovesciare l’ordine dominante, fanno rivoluzioni ortografiche per l’uso dell’asterisco e per dire “assessora”, si dividono tra maschi e femmine, tra omosessuali ed eterosessuali, tra cristiani e islamici, tra bianchi e neri, tra vegani e carnivori.














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