Pensateci. Voi, lavoratori, prendete – supponiamo – 10 euro all’ora, con diritti sindacali e condizioni di lavoro di un certo livello, frutto delle lotte di classe. Ecco, ora i signori del capitale deportano dall’Africa nuovi lavoratori che fanno a 3 euro all’ora – supponiamo – ciò che voi fate a 10, e lo fanno senza diritti e senza coscienza delle conquiste di classe. Ecco spiegata l’immigrazione di massa. Il nemico non sono i migranti, ma chi li deporta. Il nemico non sono i migranti, ma l’immigrazione come arma nelle mani delle classi dominanti.


“Noi potremmo chiamarci la Congregazione degli Apoti, di ‘coloro che non le bevono’, tanto non solo l’abitudine ma la generale volontà di berle è evidente e manifesta ovunque”. (G. Prezzolini, lettera, pubblicata su “La Rivoluzione liberale”, n. 28, 28 settembre 1922)



(Visualizzazioni 907 > oggi 1)