Uno Stato che vi imponga la protezione a ogni costo non può strutturalmente essere democratico. E lo sta suffragando ogni giorno di più. Il modo di affrontare la questione vaccinale, con quattro ridicoli ducetti in camicia fucsia che minacciano licenziamenti e radiazioni, segnala che siamo fuori dai perimetri di una normale democrazia. E che lo stato d’emergenza è, ancora una volta, un metodo di governo non democratico. In uno Stato democratico, si procede educando e non obbligando. Si procede rispettando chi ha visioni diverse del mondo. E sopratutto si rispettano la lettera e lo spirito della Costituzione. Si respira in questi giorni un clima opprimente, di coazione all’adattamento e di repressione del dissenso.














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