Da un lato l’integralismo economico favorisce, con metodi che sono tutto fuorché idillici, processi di immigrazione di massa. E, dall’altro, abbatte la crescita demografica nei Paesi occidentali, i cui cittadini non sono ancora integralmente ridotti al rango di migranti. Le aspettative decrescenti e la rassegnazione depressiva, ma poi anche la disgiunzione della sessualità dalla sua funzione procreativa (libertinismo edonistico, ideologia gender, disgregazione della vita etica familiare, elogio mediatico permanente di tutte le figure erotiche altre rispetto all’eterosessualità), determinano il calo demografico che sta investendo, nel nuovo millennio, il continente europeo.
Un calo che procede di conserva con la sostituzione programmata della popolazione europea con il nuovo esercito industriale di riserva dei migranti provenienti dall’altra sponda del Mediterraneo.


“Lo Stato è la sostanza etica consapevole di sé, la riunione del principio della famiglia e della società civile; la medesima unità, che è nella famiglia come sentimento dell’amore, è l’essenza dello Stato; la quale però, mediante il secondo principio del volere che sa ed è attivo da sé, riceve insieme la forma di universalità saputa. Questa, come le sue determinazioni che si svolgono nel sapere, ha per contenuto e scopo assoluto la soggettività che sa; cioè vuole per sé questa razionalità” (G.W.F. Hegel, "Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio", § 535)



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