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Prendiamo esempio da Evo Morales, abbandoniamo le vergognose sinistre antifasciste e fucsia

Anziché contrastare il populismo regressivo servo di Washington, le sinistre – le più stupide di sempre – vendono il liquame del fucsia, dell’arcobaleno e dell’antifascismo. Ci vuole un populismo socialista, sovranista e internazionalista sul modello di Evo Morales in Bolivia.


La sinistra arcobaleno, un abominio disgustoso

Abbiamo la sinistra più stupida. Atlantista e liberista, europeista e liberalizzatrice, serva del padronato cosmopolitico,  propone un fetido liquame fucsia e arcobaleno dei diritti individuali del consumatore. Ci vuole un socialismo populista del lavoro e dei diritti sociali.


Dal rosso al fucsia. Le sinistre traditrici bollano come fascista chi smaschera il loro tradimento

Le sinistre traditrici della classe lavoratrice. Sono passate dal rosso al fucsia, dal quarto stato al terzo sesso, dalla falce e martello all’arcobaleno, dalla lotta contro l’imperialismo Usa a quella per l’imperialismo Usa (“diritti umani”). E bollano come fascista chi le smaschera.


Dal quarto stato al terzo sesso. La metamorfosi kafkiana delle sinistre

Dal quarto stato al terzo sesso. Sta tutta qui, in fondo, la fine non seria delle sinistre traditrici della classe lavoratrice e di Marx, passate dal rosso al fucsia, dalla falce e martello del lavoro all’arcobaleno dei trampoli e delle parrucche dei gay pride.


Engels sovranista? Sicuramente l’opposto delle ridicole sinistre fucsia

“Il movimento internazionale del proletariato è a priori possibile solo tra nazioni indipendenti”. (F. Engels, lettera a K. Kautsky del 7 febbraio 1882). “Engels fascista e sovranista”, urleranno raglianti le sinistre fucsia arcobaleniche.


Il glorioso Pci era finanziato da Mosca. I suoi ignobili successori sono servi di Washington

Gli ignobili eredi del glorioso Pci, finanziato dalla gloriosa Mosca, che attaccano il governo di essere finanziato da Mosca sono l’apice della metamorfosi kafkiana delle sinistre serve: dal rosso al fucsia, dalla falce e martello all’arcobaleno, da Mosca a Washington.


Diego Fusaro