Tag: globalizzazione

Gramsci e lo Stato. Altro che il cosmopolitismo delle sinistre fucsia!

Con le parole di  Gramsci,   il nostro scopo deve essere lo “Stato socialista nazionale, disposto e organizzato in modo da essere capace di ingranarsi con gli altri Stati socialisti” (Gramsci, “Lo Stato e il   socialismo”).  Altro che globalizzazione e fine dello Stato!


L’euro ci protegge. E intanto altre famiglie si tolgono la vita

Ieri a Roma una famiglia italiana si è tolta la vita. Prima ha ucciso la moglie, poi si è sparato alla testa. Non potrvano più materialmente pagare l’affitto. Intanto, nello stesso giorno, quasi in contemporanea, Mario Draghi veniva accolto all’Eurosummit da una vera ovazione. “Ha salvato l’euro”, così hanno giubilato i tecnoburocrati senza spirito. L’ha…


Cosa direbbe oggi Che Guevara su populismo e sinistre fucsia

91 anni fa nasceva Ernesto Che Guevara. Se fosse stato delle odierne sinistre fucsia e arcobaleniche, questi sarebbero state le sue frasi passate alla storia: – Il regime di Batista non si può rovesciare, si può riformare da dentro – Il concetto di Patria è fascista e maschilista – La Cuba di Batista ci ha…


Rider a 66 anni. Benvenute, chances della globalizzazione!

“‘Sono il rider più anziano’. Vincenzo Fiorillo lo dice con un pizzico di orgoglio: ha 66 anni”. Benvenuti nel Medioevo della precarietà capitalistica.  Senza posto fisso, ecco le chances della globalizzazione per le nuove generazioni, a ciò preparate dall’Erasmus.


Il vile servilismo degli odierni antifascisti emerge al meglio nella questione delle giubbe gialle

L’assordante silenzio da parte degli intellettuali è emblematico. In prima fila nelle grottesche parate dell’antifascismo archeologico in assenza di fascismo, essi non appoggiano la lotta delle gloriose giubbe gialle contro il manganello invisibile dell’economia di mercato e della globalizzazione. Lottano contro il fascismo che non c’è più, per appoggiare di fatto, con la loro indifferenza,…


L’osceno spettacolo di “Che tempo che fa”

Ieri sera a “Che Tempo che Fa” ho assistito a uno degli spettacoli più deplorevoli e più miseri a cui abbia mai avuto la ventura di assistere in tutta la mia vita. Una sola immagine lo descrive al meglio ed è quella che usava l’antico Tacito, “ruere in servitium”: “precipitarsi a servire”. Servire chi? Ma…


Diego Fusaro