I diritti civili, ossia i diritti del consumatore apolide individualizzato, sono la facciata legittimante l’oggi in atto opera di smantellamento turbocapitalistico di ogni residuo vincolo comunitario. Di modo che la società divenga una atomistica di consumatori senza legami.


“Noi potremmo chiamarci la Congregazione degli Apoti, di ‘coloro che non le bevono’, tanto non solo l’abitudine ma la generale volontà di berle è evidente e manifesta ovunque”. (G. Prezzolini, lettera, pubblicata su “La Rivoluzione liberale”, n. 28, 28 settembre 1922)



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