L’assordante silenzio da parte degli intellettuali è emblematico. In prima fila nelle grottesche parate dell’antifascismo archeologico in assenza di fascismo, essi non appoggiano la lotta delle gloriose giubbe gialle contro il manganello invisibile dell’economia di mercato e della globalizzazione. Lottano contro il fascismo che non c’è più, per appoggiare di fatto, con la loro indifferenza, la violenza inaudita dell’odierno potere del globalismo capitalistico.


“In fondo all’Io c’è un Noi; che è la comunità a cui egli appartiene, e che è la base della sua spirituale esistenza, e parla per sua bocca, sente col suo cuore, pensa col suo cervello”. (G. GENTILE, Genesi e struttura della società)







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